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giovedì 9 agosto 2012

LE ULTIME SU FUKUSHIMA


Le radiazioni potrebbero causare tra 15 e 1.300 decessi

Potrebbero provocare tra 15 e 1.300 morti e tra 24 e 2.500 casi di cancro, le radiazioni causate dall'incidente nella centrale nucleare giapponese di Fukushima Daiichi. E' quanto indicano le prime stime dell'impatto sulla salute dell'incidente nucleare di Fukushima dell'11 marzo 2011, pubblicate oggi sulla rivista Energy and Environmental Science. Il modello è stato elaborato da Mark Jacobson e Ten Hoeve, dell'università californiana di Stanford.

Nonostante l'ampiezza delle stime, i dati contrastano con quanto dichiarato dal Comitato Scientifico delle Nazioni Unite all'epoca del disastro, ovvero che i livelli di radioattività non avrebbero provocato alcun effetto grave sulla salute. Il modello indica invece che quello di Fukushima Daiichi è stato il peggiore incidente nucleare dopo quello avvenuto nel 1986 a Chernobyl, che secondo il rapporto ufficiale delle Nazioni Unite causò 65 morti ed una stima, contestata da diverse associazioni ambientaliste, di altri 4.000 decessi nell'arco di 80 anni.





Nel caso giapponese il rilascio delle radiazioni ha contaminato alcune centinaia di chilometri quadrati intorno all'impianto e la maggior parte della radioattività è finita nel Pacifico. Soltanto il 19% del materiale è rimasto a terra, limitando l'esposizione della popolazione. Livelli più bassi di radioattività sono stati rilevati nel Nord America e in Europa.

I ricercatori hanno utilizzato un modello atmosferico globale in 3D, sviluppato in oltre 20 anni di ricerca e in grado di prevedere lo spostamento del materiale radioattivo, incrociandolo con un modello standard sugli effetti provocati sulla salute per stimare l'esposizione umana alla radioattività. Considerate le incertezze dei modelli, i ricercatori hanno individuato un bilancio di 130 vittime a livello globale stimato in 130 persone, concentrate soprattutto in Giappone e in modo minore in Asia e nel Nord America. Una stima che, includendo più forme di tumori, fa salire il numero a 180.

Riguardo alla gestione del rischio, secondo i ricercatori la risposta del governo giapponese è stata più efficiente rispetto a quanto è accaduto a Chernobyl. Le agenzie giapponesi, ad esempio, hanno evacuato la popolazione entro uno raggio di 20 chilometri dalla centrale, distribuito iodio per prevenire l'assorbimento radioattivo e vietato la coltivazione di piante.

Secondo il modello, l'evacuazione avrebbe impedito 245 morti dovute alle radiazioni, ma la ricerca rileva che si sono verificati circa 600 decessi dovuti allo stesso processo di evacuazione, soprattutto a causa della debolezza e dell'esposizione di anziani e malati cronici. Questo significa che il processo di evacuazione è costato più vite di quante ne sia riuscito a salvarne.


Fonte: http://www.cronacheterrestri.com/cronache-terrestri/fukushima-la-prima-stima-dell-impatto-sulla-salute

martedì 7 agosto 2012

ABBATTONO COLONIA FELINA PER COSTRUIRE UNA STRADA


Una vicenda che ha del credibile, purtroppo, visto che i soprusi ai danni dei randagi e di chi se ne occupa sono all’ordine del giorno in Italia. Ci riferiamo all’abbattimento delle casette dei gatti nel Comune di Paratico, in provincia di Brescia. La denuncia arriva dalla sezione bresciana dell’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali): la colonia felina è stata letteralmente spazzata via dalle ruspe per far posto ad una strada, senza alcun riguardo per i poveri gatti ospiti, tanto che un micino è stato trovato morto ed altri sei gatti risultano al momento dispersi, probabilmente sono ancora sotto le macerie.
Un fatto gravissimo, anche alla luce del fatto che la colonia felina di via Tengattini era regolarmente registrata. Il Comune non poteva e non doveva ignorarne l’esistenza quando ha concesso il via ai lavori. l’OIPA denuncia il completo disinteresse dell’amministrazione comunale sulla sorte dei gatti. Probabilmente è stata la ASL a non segnalare la colonia al Comune. Di certo c’è che le casette dei gatti sono state abbattute, i lavori proseguono e sotto le macerie potrebbero esserci le carcasse dei poveri mici.



Un atteggiamento a dir poco riprovevole, come spiega Anna Corsini, Coordinatrice delle Guardie Zoofile OIPA di Brescia, che risponde al reato di uccisione e maltrattamento di animali e che denota
Il completo disinteresse sia nei confronti dei felini uccisi, feriti e terrorizzati, sia del lavoro dei volontari che da oltre un anno si recavano quotidianamente ad accudire la colonia e a tenere pulita tutta l’area che li ospitava, nonostante la legge nazionale 281/91 sancisca che sono Comune ed ASL di competenza a dover provvedere alla sterilizzazione e alla cura dei gatti in libertà. La legge della regione Lombardia n. 33 del 2009, sancisce che i gatti che vivono in stato di libertà sono protetti ed è vietato maltrattarli o allontanarli dal loro habitat. Se il Comune, d’intesa con l’ASL competente, accerta che l’allontanamento si rende inevitabile per la loro tutela o per gravi motivazioni sanitarie, individua altra idonea collocazione, nel rispetto delle norme igieniche.
Vedere i volontari che scavano tra le macerie (del loro lavoro) mette addosso una gran tristezza: non solo le istituzioni non agevolano la tutela dei randagi, ma ostacolano chiunque provi a costruire qualcosa di positivo per alleviare la sofferenza dei gatti soli ed abbandonati a se stessi. Vergogna!

Fonte: http://www.petsblog.it/post/11397/ruspe-abbattono-le-casette-dei-gatti-per-costruire-una-strada-succede-a-brescia

lunedì 6 agosto 2012

LA CHEMIO FAVORISCE IL TUMORE


ROMA – Finora la chemioterapia è stata considerata l’unico rimedio conosciuto per tentare di bloccare e sconfiggere il cancro, secondo una nuova ricerca potrebbe invece favorire il tumore, bloccando l’effetto dei farmaci e “alimentando” le cellule tumorali. A dirlo sono i ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, in uno studio pubblicato sulla rivista Nature, secondo cui la chemioterapia, se non funziona subito, rischia di favorire il cancro.
Perché? Tutto dipende dalle cellule non tumorali che vengono danneggiate dai farmaci: queste tentano di avvertire le cellule sane di proteggersi dall’attacco chimico e accelerarne una crescita riparativa. E queste cellule, recepito il “consiglio”, iniziano a produrre una proteina per auto-proteggersi. Solo che le prime ad essere favorite da questa proteina sono proprio le cellule tumorali, che grazie ad essa crescono più velocemente e diventano resistenti alla chemio. Come un cane che si morde la coda: seconda la ricerca se la chemio non annienta le cellule tumorali da subito fa scattare una reazione a catena per cui in realtà va ad ampliare il cancro già presenta.



I ricercatori di Seattle hanno studiato il tumore alla prostata e quelli del seno e delle ovaie. Tutto è partito da una domanda: perché le cellule del cancro alla prostata sono così difficili da eliminare nel corpo umano, mentre è molto facile eliminarle in laboratorio? Per trovare la risposta, nei laboratori di Seattle si sono cominciati ad analizzare gli effetti di un tipo di chemio sui tessuti raccolti da pazienti affetti da tumore alla prostata. E sono stati scoperti “evidenti danni del Dna” nelle cellule sane vicine all’area colpita dal cancro. Queste ultime, per reazione, producono quantità maggiori di una proteina, la WNTi6B, che ha come “effetto collaterale quello di favorire la sopravvivenza del tumore, la sua velocità di crescita e, soprattutto, la sua resistenza ai successivi trattamenti”.
Che cosa fare allora? “Per esempio – dice uno dei ricercatori – mettere a punto un anticorpo alla WNTi6B da assumere durante la chemio. In alternativa, si potrebbero ridurre le dosi della chemio”.

domenica 5 agosto 2012

IL VERO PERCHE' DELLA CRISI


Ma cosa è questa crisi? Cosa ha causato la crisi? Perché persiste e perché si è trasformata in recessione? Come faremo ad uscirne? Queste sono domande che assillano addetti ai lavori, cittadini, giornalisti e – nonostante qualcuno abbia sostenuto teorie strampalate verificatesi fallaci – siamo ancora lontani dalla soluzione, forse proprio per il fatto che non si è dato retta a chi ritiene che il problema stia tutto nella moneta a debito di cui lo Stato è monopolista.
L’associazione Ludwig von Mises Italia è lieta di presentare la versione italiana del documentario “Frode. Il perché della grande recessione”, di cui ha curato la traduzione e sottotitolatura. Esso ripercorre i passaggi salienti che dall’inizio del nuovo secolo hanno portato a quella grave crisi economica che oggi subiamo sempre di più come minaccia alle nostre libertà, al nostro reddito ed al tessuto sociale che avvolge il nostro benessere. Quanto di diverso il lettore troverà in questo documentario, rispetto ad altra propaganda, è un’analisi radicale nella prospettiva della Scuola Austriaca di economia che denuncia il nefasto legame tra governi e settore bancario, saldato a danno di ciascun individuo tramite quotidiana violazione dei suoi diritti di proprietà.



Non c’è alternativa: il ritorno ad una moneta-merce privata, un sistema bancario a riserva intera e l’abolizione dell’istituto di banca centrale sono la via d’uscita dalla piaga dei cicli economici e dall’ambiente di interventismo inflazionista che li genera.
Comprendere, prima di agire insomma: buona visione.

Fonre: http://www.free-italia.net/2012/08/la-crisi-e-solo-una-grande-truffa-ecco.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=facebook

sabato 4 agosto 2012

LA PROTEINA "HINT1" PUO' SCONFIGGERE IL MELANOMA

Buone notizie nella lotta al melanoma. Ricercatori dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, insieme a colleghi americani, hanno scoperto una proteina, chiamata 'HINT1', che potrebbe aiutare a sconfiggere il melanoma. L'èquipe di Alessandro Sgambato dell'Istituto di Patologia Generale dell'Università Cattolica, insieme a colleghi del Cancer Center della Columbia University di New York e del Dipartimento di Oncologia Medica del Dana Farber Cancer Institute della Harvard University di Boston, ha scoperto che la proteina è 'spentà (assente, ridotta o disattivata) in molti casi di melanoma e che riattivandola si può arrestare la crescita delle cellule malate. Lo studio è stato pubblicato su 'Cell Cyclè. Secondo le prime stime formulate dai ricercatori italiani, disfunzioni a carico di HINT1 potrebbero essere coinvolte nel 40% dei casi di melanoma. Al centro della ricerca un tumore maligno molto aggressivo che ha origine dai melanociti, le cellule cutanee responsabili della produzione di melanina (molecola che colora la nostra pelle), e insorge frequentemente su un neo preesistente ma può comparire anche 'de novò, dai melanociti normali della pelle.



 Il melanoma rappresenta la prima causa di morte al mondo per tumore della pelle e la sua incidenza è cresciuta negli ultimi decenni a un ritmo superiore a quello di qualsiasi altro tipo di tumore. Rarissimo prima della pubertà, il melanoma colpisce prevalentemente soggetti tra i 30 e i 60 anni. In Italia si registrano circa 7 mila nuove diagnosi di melanoma l'anno con 1.500 decessi. A livello mondiale, si stima che nell'ultimo decennio il melanoma abbia raggiunto i 100.000 nuovi casi l'anno: un aumento di circa il 15% rispetto al decennio precedente. Inoltre, l'età dei malati si sta abbassando progressivamente. Se 10 anni fa i giovani rappresentavano solo il 5% dei casi, oggi il 20% dei casi riguarda pazienti tra i 15 e i 39 anni, aumento che è stato attribuito sia a una scorretta esposizione solare durante l'infanzia, sia all'uso esagerato delle lampade solari. Hint1 (Histidine triad nucleotide-binding protein 1) è un oncosoppressore (o antioncogene), cioè inibisce la trasformazione maligna di una cellula normale. «In questo studio - spiega Sgambato - abbiamo dimostrato che può tenere sotto controllo due importanti oncogeni (geni che promuovono lo sviluppo di un tumore), quali la ciclina D1 e BCL2, che favoriscono la trasformazione di cellule normali in cellule di melanoma».

Fonte: http://www.free-italia.net/2012/08/tumori-scoperta-la-proteina-hint1-puo.html

martedì 31 luglio 2012

BOLLINO BLU


Torino - La Giunta regionale del Piemonte ha disposto per tutti i veicoli - non solo quelli Euro 3, 4 e 5 - la soppressione del "bollino blu", ovvero l’obbligo del controllo dei gas di scarico al di fuori di quelli effettuati in sede di revisione e quindi la conseguente eliminazione dell’obbligo di esporre sul parabrezza il bollino.
A decorrere dall’anno 2012 il controllo obbligatorio delle emissioni dei gas di scarico degli autoveicoli e dei motoveicoli sarà effettuato esclusivamente al momento della revisione obbligatoria periodica del mezzo.

Già a partire dal 1° settembre 2011, in Piemonte erano esenti dall’obbligo del controllo annuale delle emissioni tutti i veicoli con omologazione Euro 3 e successive, mentre i veicoli con omologazione precedente restavano soggetti al controllo annuale (se immatricolati dal 1° gennaio 1998) e semestrale (se immatricolati entro il 31 dicembre 1997), che risultava comunque attestato con il solo possesso del certificato di controllo e non più con l’esibizione del “bollino blu”. Una scelta che la Giunta regionale aveva fatto alla luce dei notevoli cambiamenti delle caratteristiche emissive del parco circolante in Piemonte rispetto a quelle registrate nei primi anni di attuazione delle disposizioni inerenti al “bollino blu”.



Il governatore del Piemonte, Roberto Cota, ha spiegato: "L'azione antiburocrazia della nostra Giunta aveva già sollevato da questo inutile obbligo la maggior parte dei veicoli circolanti in Piemonte. Con la delibera approvata oggi diventiamo capofila dell'eliminazione totale del bollino blu, reso di fatto superfluo da altri controlli obbligatori sui veicoli. In tempi difficili,anche piccole cose come questa aiutano il cittadino a vivere con più serenità il rapporto con gli enti pubblici".

"Lo scorso anno, - sottolinea l'assessore all'Ambiente, Roberto Ravello - a seguito dell’abolizione del “bollino blu” per gli Euro 3, 4 e 5 la Regione aveva sollecitato i Ministeri competenti ad aggiornare con tempestività la normativa in vigore, affinché l’esonero dal controllo dei gas di scarico fosse esteso anche ai veicoli immatricolati precedentemente. Con questo provvedimento qui in Piemonte l’iter è concluso, contribuendo al processo di semplificazione della macchina burocratica con cui i cittadini si confrontano quotidianamente".

Fonte: http://torino.ogginotizie.it/157720-piemonte-regione-niente-piu-aquot-bollino-bluaquot-per-auto/#.UBgcSGHHWXc

PELLEGRINI DERUBATI





Un gruppo di fedeli partiti da Nola (NA) in direzione Medjugorie, si è trovato senza più un soldo nel bel mezzo del viaggio. La cassaforte che conteneva il contante per pagare il soggiorno nella località religiosa è stata aperta e trafugata, senza nessun segno di effrazione. Cosa è successo?

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Non se lo scorderanno facilmente quel viaggio sul pullman in direzione Medjugorje. Non tanto per il fatto che nella località nota per le apparizioni mariane non ci sono mai arrivati, quanto piuttosto perché nel bel mezzo del pellegrinaggio si sono ritrovati senza più un soldo. Vittima inconsapevole del furto, una folta comitiva di pellegrini partiti da Nola e diretti in Bosnia-Erzegovina. Il fattaccio accade nel primo pomeriggio di domenica, nell’area di servizio di Brecciarola, a Chieti, sull’autostrada A25 Torano-Pescara. I circa 400 fedeli approfittano della sosta per rifocillarsi, andare al bagno e rinfrescarsi un po'. Un quarto d'ora al massimo, quanto basta per far entrare in azione i ladri che mettono a segno il “colpo”: 70.000 in euro in contanti, come scrive abruzzo24ore.tv, soldi che sarebbero serviti per pagare il soggiorno a Medjugorje. Sul posto arrivano gli agenti della Polizia che, tra lo stupore dei presenti, appurano un dettaglio chiave per risolvere il mistero del contante volatilizzato: sul forziere che lo conteneva non ci sarebbero segni di scasso o forzature della serratura. La cassaforte era stata semplicemente aperta con una chiave o un passepartout.



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Cosa è accaduto? Chi è stato ad aprire la cassaforte? La chiave principale era nelle mani del capogruppo di pellegrini, mentre la seconda sarebbe incassata nel telaio dell'autobus e dunque, impossibile da scardinare senza l'uso di una fiamma ossidrica. Che qualcuno abbia fatto un duplicato delle chiave? Qualcuno che sapeva che su quel pullman c'è una somma tanto ingente? Qualcuno dei presenti? A tal proposito, il gruppo di fedeli è stato perquisito, azione che non è stato molto apprezzata dai diretti interessati. Dei 70mila euro, nessuna traccia. Una risposta potrebbe arrivare dai rilievi della scientifica: se, come pare, sulla cassaforte non ci sono segni di effrazione, potrebbero esserci impronte e oltre tracce lasciate dal ladro. Intanto le indagini della polizia proseguono.

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lunedì 30 luglio 2012

NUOVI STUDI SUL CANCRO


Dagli Usa arriva una nuova scoperta che potrà rivoluzionare la lotta contro il cancro. La terapia giusta  si otterrà colpendo il DNA; la malattia non è infatti legata agli organi.

La scoperta che potrà condurre a grandi progressi nella ricerca per i tumori arriva dalla Columbia University di New York, coordinata da due dei più grandi cervelli italiani fuggiti all’estero: i coniugi Antonio Iavarone e Anna Lasorella, da sempre impegnati nella ricerca sui tumori cerebrali.

La “droga” individuata si chiama FGFR-TACC, una proteina risultante dall’unione di due geni vicini. Tale combinazione scatena il più aggressivo dei tumori, quello al cervello. Il glioblastoma, infatti, non esiste in condizioni normali; l'anomalia agisce come una droga per le cellule malate.

 L'equipe ha testato su topi fatti ammalare in laboratorio, un farmaco già utilizzato per altre forme di cancro. Bersagliando la proteina che si forma dalla fusione dei due geni, la crescita del tumore rallenta in maniera significativa.



Iavarone dichiara: "Questo risultato è un passo ulteriore verso la possibilità di considerare i tumori come malattie genetiche non più legate ad un organo. Il loro tallone di Achille è adesso l'alterazione genetica che li causa e che può essere la stessa in tumori in organi diversi".

Essenziale è stato l’apporto di Raul Rabadan, esperto di bioinformatica, che ha messo a punto l’algoritmo necessario ad analizzare la mappa del Dna del tumore.

L’alterazione genetica è stata individuata nel 3% dei pazienti con il glioblastoma, i quali potrebbero trarre benefici dalla terapia, la cui scelta – osserva ancora Iavarone – “non dipende solo dal tessuto di origine del tumore” ma deve essere “mirata contro un' importante alterazione genetica in quel preciso tumore". E' quindi in corso, aggiunge, "una vera rivoluzione su come verranno trattati i tumori più maligni, per i quali oggi non ci sono cure adeguate".

Purtroppo si tratta di un campo in cui l’Italia è ancora troppo indietro. Mancano infatti, nota Iavarone, centri di ricerca all’avanguardia riconosciuti internazionalmente.

La speranza, dichiara il ricercatore, è che "le Istituzioni del nostro Paese decidano quanto prima di procedere concretamente verso la creazione di una rete di istituti di ricerca e di clinica dei tumori, gestiti da scienziati formatisi al di fuori dell'Italia e selezionati esclusivamente per le loro capacità".

Fonte: http://www.free-italia.net/2012/07/cancro-al-cervello-la-causa-e-una-droga.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=facebook

mercoledì 25 luglio 2012

E' MORTO GEORGE JEFFERSON


Sherman Hemsley muore a 74 anni, era stato il capofamiglia della sitcom americana "I Jefferson" che accompagnò gli afroamericani dai ghetti ai quartieri alti di Manhattan.



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Muore una delle icone della televisione a cavallo tra i 70s e gli 80s, Sherman Hemsley che raccolse un successo mondiale interpretando George, capofamiglia de I Jefferson. L’attore si spegne a 74 ed è stato trovato già morto nella sua abitazione di El Paso (Texas) da una delle infermiere che lo accudivano. La sitcom, undici stagioni dal 1974 al 1985, era una rappresentazione fedele e in chiave ironica dell’America di quegli anni, con una famiglia afroamericana che si inseriva nella borghesia dei quartieri “upper” di Manhattan. Il personaggio di George era quello di un commerciante arrichitosi con una catena di lavanderie, burbero, acido nei confronti di tutti, un’inclinazione alla truffa (che venivano poi puntualmente scongiurate dai familiari) rivelava poi in ogni puntata un lato del suo carattere buono e generoso.
I Jefferson in Italia hanno rappresentato una delle prime grandi proposte delle reti private Fininvest, al doppiaggio del personaggio di George Jefferson c’era il grandissimo Enzo Garinei. Sherman Hemsley è sempre restato legato al personaggio di George Jefferson, nonostante qualche sporadica apparizione in alcune commedie americane, recitando la sua parte in qualche cameo con altre sitcom di successo degli anni Novanta, come Willy, il principe di Bel Air.


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lunedì 23 luglio 2012

ACQUA PUBBLICA


Acqua pubblica, vince la democrazia. Lo scorso 20 luglio una sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale e quindi inammissibile, l'articolo 4 della Finanziaria-bis del 13 agosto 2011, col quale l'allora Governo Berlusconi disponeva la privatizzazione dei servizi pubblici da parte degli enti locali, compresi quelli idrici su cui, invece, il referendum di giugno aveva decretato la volontà popolare di lasciarli pubblici.

Questa sentenza di illeggitimità della norma contestata è stata motivata dalla Consulta in quanto in piena violazione dell'art. 75 della Costituzione che vieta il ripristino di una normativa abrogata dalla volontà popolare attraverso il referendum: i giudici costituzionali rilevano come quell'articolo riproponga invece nella sostanza la vecchia norma che la consultazione popolare di gugno 2011 voleva cancellare e, anzi, la restringe e la peggiora. 

Questa sentenza blocca, di fatto, anche tutte le modifiche successive, compresa quella dell'attuale Governo Monti.



"Viene confermato quello che sostenemmo un anno fa, cioè come quel provvedimento reintroducesse la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini - dichiarano in una nota il Forum Italiano dei movimenti per l'acqua - La sentenza ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011 e rappresenta un monito al Governo Monti e a tutti i poteri forti che speculano sui beni comuni. Dopo la straordinaria vittoria referendaria costruita dal basso, oggi è chiarito una volta per tutte che deve deve essere rispettato quello che hanno scelto 27 milioni di italiani: l'acqua e i servizi pubblici devono essere pubblici Si scrive acqua, si legge democrazia!"

"Fortunatamente la Corte Costituzionale non si è ancora sottomessa ai grandi gruppi industriali che vorrebbero impossessarsi dei beni comuni in Italia ed ha riconosciuto illegittimo l'intervento di Berlusconi. - commenta il segretario generale del Partito Umanista, Tony Manigrasso - Bisogna mantenere alta l'attenzione poichè credo che i poteri forti non si arrenderanno facilmente."

L'Acqua è un bene comune e pure la democrazia!

Simona Falasca

Fonte: http://www.greenme.it/consumare/acqua/8202-acqua-pubblica-corte-costituzionale