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venerdì 13 aprile 2012

RIFLESSIONI PERSONALI E FORSE UN PO' TRISTI

Guardavo oggi il giornale
son passata al bar per un caffè
e così ho dato un'occhiata al giornale
in prima pagina la notizia di un quattordicenne che si suicida e nel suo zaino viene ritrovato un 4 in matematica...
l'altra settimana su internet
una ragazzina si impicca per amore...
insomma ragazzi
è una strage!!
ma che succede?!?
ho trentacinque anni
me ne son capitate di tutti i colori
ho collezionato tanti di quei 4 e 3 e anche qualche 2
ho collezionato tante delusioni d'amore
le ragazze come me si chiamano ragazze madri
non ho lavoro
insomma una tragedia sotto alcuni punti di vista...
ma sono ancora qui a rompere i c.......i al mondo
e continuerò a romperli come altri milioni di persone sul mondo
ma certamente non mi suiciderò per queste cose.
Quanto sono fragili questi ragazzi?
Quanto coraggio ci vuole per fare un gesto del genere
e perchè quello stesso coraggio non viene dirottato su azioni costruttive
come abbiamo fatto noi
"ai nostri tempi"?
Ohddio quando dico ai nostri tempi mi sento vecchia
ecco un'altra tragedia...
Venti anni fa ho conosciuto un bel figliolo che mi ha fatto girare la testa e non solo...
e continua a farmi girare tutto tutt'ora
stasera pensandoci ho pianto
ma non di tristezza
ho pianto perchè d'un tratto mi è sembrato di avere ancora sedici anni
e l'ho rivisto in tutto il suo splendore
e ho capito perchè lo amo ancora
perchè per me lui è ancora così, com'era vent'anni fa
ma perchè dei giovani dovrebbero togliersi la vita
se solo pensassero a tutto ciò che li aspetta
mi domando solo
manca la consapevolezza che non siamo dei cartoni animati come Willy il coyote che se gli passa sopra un treno si rialza, mentre noi ci restiamo sotto?
o forse la consapevolezza è così forte che lo facciamo scientemente?
quali possono essere le motivazioni?
che cosa può succedere a un ragazzo che torna a casa con un 4, che sia peggio di un treno che ti passa sopra?
quale livello di disillusione ha raggiunto una ragazzina che si impicca per un cretino che non l'ha saputa apprezzare?
Ho da poco abbracciato la fede buddista
L'altra sera parlavamo della fragilità dei giovani e delle difficoltà che vengono affrontate diversamente da come si faceva una volta
e di quanta recitazione ci vorrebbe per queste povere anime
però io rimango sempre una persona
e sono sempre stata dell'idea che per suicidarsi ci voglia molto coraggio
forse anche di più di quanto ne sia richiesto per uccidere qualcuno
e allora
se abbiamo tutto questo coraggio
torniamo a casa
con il nostro 4
mandiamo a stendere il ragazzino superficiale
e affrontiamo a muso duro le conseguenze delle nostre azioni
perchè se hai tutto questo coraggio tanto vale instradarlo bene dico io
è una grave perdita, un grave spreco di energia vitale
c..o tira fuori le palle
affronta la vita
non è una critica
ne un rimprovero
è quello che direi a mio figlio
perchè se hai coraggio non ti tiri indietro
se ti togli la vita
ti stai tirando indietro
ed è come se non fossi all'altezza
quindi è una contraddizione in termini
se hai coraggio e ce l'hai
non tirarti indietro
i momenti di me..a capitano a tutti quanti
ma se hai tutto questo coraggio usalo bene!!
essere coraggiosi non vuole dire non avere paura
la paura serve a preservarci dai pericoli
chi non ha paura non è coraggioso
è uno stupido
perchè va incontro alla vita senza sapere cosa fa
non è sbagliato avere paura
è sbagliato confondere la paura con l'inettitudine.

sabato 7 aprile 2012

GIORNATE STRANE

E poi ci sono quelle giornate che non capisci!
Prendiamo oggi per esempio...
Sveglia alle 7.00, scendo sotto da papà, due chiacchiere, appuntamento alle 8.30 con le amiche, un'ora di recitazione con il gruppo, torni a casa, prepari pranzo, mangi, pausa relax al pc mentre tuo figlio gioca, telefonata di un'amica che non vedi da un sacco di tempo per un caffè, passeggiata in campagna
Tutto ok
Ma qui viene il bello!!
Torni a casa, papà non c'è
cavolo è andato a fare la spesa il sabato pomeriggio di Pasqua...
non troverà niente...
l'umore va a farsi friggere
va beh
Vai su, chiudi le porte e le finestre perchè sta per piovere
Accompagni tuo figlio in bagno
E senti arrivare papà
allora scendi fiduciosa di trovare la spesa
ma quando apri la porta trovi la sua amica che stira
e uno dice qual'è il problema?
Il problema è che stirare la roba di papà è una di quelle cose che rientrano nei miei compiti, e che tra l'altro mi permette di mantenere un contatto con la mia famiglia di origine
quindi sale la pressione
poi papà esce di nuovo e si porta dietro tuo figlio
a nulla serve dire guarda che sta per piovere
la pressione sale ancora
mentre esce tu ti alzi dalla sedia e dici
ok visto che sono inutile me ne vado
e succede il finimondo
le butti in faccia ciò che pensi da quasi un anno
e ti pigli anche qualche insulto
ma la cosa più divertente è la frase "allora lo dico a tuo padre"
beh in quel momento non so
ma me ne sono andata
si perchè avevo una gran voglia di prenderla a pugni
e mi sono rifiutata a 35 anni di abbassarmi così tanto
ero furiosa ma non finisce qui
torno su
cerco di far finta di niente, ma maledetto pc non va avanti!
squilla il telefono
è papà
scendi giù
e inizia una vera e propria filippica che termina inevitabilmente a tarallucci e vino alle 21.00
Non so davvero come dovrei interpretare questa giornata
Sono arrabbiata
E' un brutto periodo per me
Purtroppo ho perso il lavoro, so di non essere sola a vivere questa situazione ma non so come la cosa non mi fa sentire meglio,
ho perso la mamma per un brutto male che lentamente le ha strappato tutto ciò che di buono c'era in lei
sto perdendo mio papà perchè sta vivendo la sua seconda giovinezza
non trovo più il mio compagno perchè è assorbito dal lavoro, e so che è vero non è una scusa
non mi basta più essere solo una mamma, anche perchè ultimamente non mi sento una brava mamma, non so perchè, forse dipende dal mio cattivo umore
ho tanto bisogno di qualche soddisfazione
sono una donna
sono grande
non mi basta più così
Ma il problema è che non so pensare a cosa potrebbe aumentare la mia soddisfazione personale
e quando capitano queste giornate non so bene come prenderle
non so se andare a dormire e domani è un altro giorno
o se passare la notte in qualche maratona di telefilm...
Non voglio pensare che la mia vita sia solo questo
perchè se così fosse...
sarebbe uno schifo
ecco cosa
devo smettere di permettere alle persone di farmi sentire piccola
devo smettere di permettere alle persone di farmi sentire inutile
e soprattutto devo smettere di permettere alle persone di cambiare il mio umore e le mie giornate in questo modo
si devo smettere di farne una questione personale, anche quando lo è
ma cavoli quanto è difficile
quando ci tieni a qualcosa
quando in qualche misura comunque ti sei impegnata
e ti trovi a sentirti ancora piccola
non sono più piccola
ed è ora che tutti lo capiscano
NON PERMETTERO' MAI PIU' A NESSUNO DI FARE DI ME CIO' CHE VUOLE
IO SONO UNA PERSONA
NON UN BURATTINO
IO SONO UNA PERSONA
NON UN BURATTINO
IO SONO UNA PERSONA
NON UN BURATTINO


grazie a tutti
e scusate lo sfogo
ma come avrete capito
è stata una giornata strana!!

venerdì 16 marzo 2012

TRATTA DI BIANCHE?

E poi un giorno del 2012 accendi il pc
E scopri che siamo nel medioevo...
Famiglie che si vendono i figli
Ma siccome siamo nel 2012
Lo fanno con tanto di atto notarile
E' questa la notizia pubblicata oggi da LEGGO

Venerdì 16 Marzo 2012 - 09:53
ROMA - Helena aveva solo sedici anni quando i genitori l'hanno venduta,

"affidata", a un uomo di 34. A testimoniare lo scambio un atto

redatto da un notaio di Bucarest e firmato con due croci al posto dei nomi.

La storia di Helena, che ora ha 17 anni, è stata scoperta ieri notte dalla polizia

municipale di Roma, durante una perlustrazione degli argini del Tevere.

A raccontarla, le parole del Messaggero con le immagini dell'agenzia Toiati.

Durante il controllo, gli agenti hanno chiesto spiegazioni al romeno che

era con la ragazza minorenne. Lui ha mostrato il documento, spiegato che era

tutto regolare e che presto si sarebbero anche sposati. Helena annuiva

dall'interno di una baracca in cui non c'è altro che un materasso a due piazze,

un fornellino e una brace per sconfiggere il freddo. Condizioni miserabili per la giovane,

che si accompagna a un uomo che è già noto alle forze dell'ordine per

sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù di ragazza come Helena

ma che al momento non risulta abbia riservato lo stesso trattamento anche a lei. 

«E’ la mia fidanzata, voglio sposarla. Lei è d’accordo», ha ripetuto l'uomo,

forte del suo documento. Ma l'atto, in Italia e in Romania, non ha alcun valore

e dei controlli accerteranno che sia stato realmente firmato dai genitori della ragazza

e se c'è stato un pagamento per la cessione. Tutta la vicenda è stata segnalata

ai servizi sociali, che controlleranno la ragazza e eviteranno di farla finire sul marciapiede.





Fermate il mondo
Voglio scendere!!!!

lunedì 12 marzo 2012

ANCORA VIOLENZE DOMESTICHE

Buongiorno a tutti
Questa mattina ho aperto la mia pagina di facebook
E ho trovato un link che riportava questa notizia
Sono rimasta sconvolta
Non è possibile mi son detta
Magari nell'ottocento
Quando le donne scappavano dal padre
Per finire dritte nelle grinfie del marito
Ma oggi
Nel 2012
Sembra impossibile
Qualcuno tempo fa mi aveva detto che se gli uomini non hanno rispetto delle donne è colpa della madre
Io non lo so
Però non ha senso
Ho un figlio
Spero che non diventi un mostro

CRONACA
12/03/2012 - VIOLENZA IN FAMIGLIA

Picchia moglie e figlia
da 15 anni, denunciato

CLAUDIO LAUGERI
TORINO

Insultata. Maltrattata. Picchiata. Per quindici anni. L'altra sera, Maria ha deciso di ribellarsi al marito, il suo aguzzino. E' andata al pronto soccorso delle Molinette, ha chiesto a un'infermiera di chiamare le forze dell'ordine. Sono arrivati gli agenti del Nucleo prossimità della polizia municipale, hanno raccolto la sua testimonianza e hanno ascoltato le poche parole uscite dalla bocca di Giorgia, la figlia di 12 anni, pure lei succube delle violenze del padre. Entrambe sono state accompagnate in un albergo, a spese del Comune. Una scelta di sicurezza: non voleva e non poteva tornare a casa.

Maria ha 39 anni, il marito Stefano 40. Lei è casalinga, lui ha un incarico di rilievo in una ditta informatica. Abitano in collina, vita benestante. Sabato, la famigliola era partita da casa per andare a fare un giro a «Vicolungo Outlet». Una giornata che poteva essere all'insegna della spensieratezza. Ma appena entrati in autostrada, Maria e Stefano hanno incominciatoa discutere. Il paradosso è che parlavano di vacanze. Dovevano decidere dove andare nel «ponte» pasquale. Maria e Stefano hanno incominciato a litigare per la méta, in pochi istanti il marito si è infuriato, ha incominciato a gridare, a insultare la moglie. Poi, d'un tratto ha bloccato l'auto, è sceso, ha tirato giù pure la moglie e l'ha picchiata. Schiaffi e pugni in faccia, in testa, l'ha pure colpita dietro l'orecchio con un oggetto raccolto in auto. Tutto è avvenuto sotto gli occhi della figlia, che non ha osato fiatare per paura di ritorsioni.

Esaurito il raptus di violenza, Stefano ha fatto salire in auto la moglie ed è ripartito per Vicolungo. Maria era terrorizzata, ma ha cercato di fare finta di niente, come sempre. Nella sua mente, però, maturava la decisione di fuggire, di chiudere quel rapporto, quella tortura continua.

La famigliola è arrivata a casa poco dopo le 21,30. Maria ha atteso che Stefano fosse in un'altra stanza, ha preso per mano la figlia e l'ha portata con sé al pronto soccorso delle Molinette. I medici hanno visitato la donna, hanno medicato le ferite e hanno fatto qualche domanda per capire le cause. E lei ha risposto.

Ha chiesto aiuto, per la prima volta nella sua vita era riuscita a ribellarsi a quell'uomo. Ha raccontato tutto a un'infermiera, poi agli agenti del Nucleo di prossimità della polizia municipale. Gli insulti, i maltrattamenti, le botte andavano avanti almeno da 15 anni. Maria e Stefano erano fidanzati. Forse, lei credeva che fosse nervoso per qualche motivo, lo ha giustificato infinite volte. Prima e dopo il matrimonio. Addirittura, quando lui buttava giù a calci la porta della cameretta della figlia dove Maria si rifugiava nel tentativo di proteggersi e di proteggere la piccola.

Inutile. Lui entrava e picchiava. Schiaffi e pugni, in faccia, sulla testa. A madre e figlia. A volte, brandiva come una clava il primo oggetto che si trovava davanti. Un incubo durato 15 anni. Interrotto dalla denuncia firmata sabato sera. La prognosi per le ferite curate alle Molinette è di 20 giorni. Bastano per aprire un procedimento penale d'ufficio. Questa volta, Stefano finirà davanti a un giudice. 

Fonte: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/446050/

domenica 11 marzo 2012

TU CHE PERSONA SEI?

“Non hai più tempo per le questioni importanti? Sei stressato da una vita urgente e frenetica? Scopri come stabilire la tua direzione e raggiungere velocemente i tuoi obiettivi!”

di Giacomo Bruno - Autostima.net

NOTA: puoi ripubblicare gratis questo ebook sul tuo sito o blog, a patto di non modificare nulla, in particolar modo nè il testo, nè l'autore, nè i link presenti. Puoi solo modificare la grafica, l'impaginazione, e aggiungere eventuali tuoi link di affiliazione.



http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=107&pp=61844&utm_source=Aff61844&utm_medium=linkAff&utm_campaign=Aff61844id107

INTRODUZIONE | TU CHE PERSONA SEI? | OBIETTIVI CHIARI | LA FORMULA MAGICA | IL TEMPO: QUI E ORA | CONCLUSIONE


Tu che persona sei?

Hai presente quando conosci una persona e ti rendi subito conto che è uno senza una meta, senza obiettivi chiari, senza direzione, uno che vive la vita in balia del caso? E hai presente quando invece conosci uno che è così determinato che dentro di te pensi “WOW, questo è uno forte!”?
E tu che persona sei?
Che effetto fai agli altri quando ti conoscono per la prima volta? Certo, “l’apparenza inganna” dice il proverbio. Forse è davvero così, forse no, ma la prima impressione resta la prima. Gli americani sintetizzano efficacemente la questione con la frase: “Non avremo mai una seconda occasione di fare una buona prima impressione”.
 E’ proprio così: quando facciamo nuove conoscenze, quando ci presentiamo agli altri, conta moltissimo il modo in cui le persone ci schedano nei primi attimi; come ci poniamo, quello che diciamo e il modo in cui lo diciamo lasciano una certa impronta, suscitano certe sensazioni nell’interlocutore, portandolo a farsi un certo profilo di noi.
A livello neurologico, il principio di coerenza ci spinge a prestare attenzione, a scartare e selezionare solo un certo tipo di informazioni: per questo tenderemo a notare ed evidenziare solo gli aspetti di una persona che tendono a confermarci la prima opinione avuta su di lei, minimizzando o ignorando del tutto le informazioni che invece proverebbero il contrario.
E’ questione di focalizzazione: è più o meno la stessa cosa che ci capita quando, per esempio, dobbiamo cambiare la nostra auto; se c’è un particolare modello di automobile che ci interessa e che stiamo valutando di scegliere, tenderemo a vederla su ogni strada e ad ogni incrocio, quando fino a poco tempo prima non la notavamo neppure. Questo succede non perché sia aumentato il numero di quelle particolari automobili in circolazione, ma perché è cambiata la nostra sensibilità e la nostra attenzione nei suoi confronti: a noi sembra di vederne di più e ovunque, ma succede solo perché siamo più predisposti ad accorgerci della loro presenza, proprio perché il nostro cervello si sensibilizza su ciò che ci interessa maggiormente.
Lo stesso accade con gli altri e con le opinioni che ci facciamo su tutto ciò che ci capita e ci circonda. Piuttosto che rivedere del tutto l’ipotesi che abbiamo formulato su qualcuno e sconfessare il primo giudizio avuto su di lui, la mente umana trova emotivamente meno costoso cancellare o relativizzare alcuni dati informativi in suo possesso su quella certa persona. Questo la dice lunga su quanto sia importante, a volte critico, riuscire a dare da subito il meglio di noi stessi. E allora cosa c’è di meglio che avere obiettivi chiari e ben definiti?


ESERCIZIO
Il punto di partenza è capire dove sei adesso (Stato Attuale) e dove vuoi andare (Stato Desiderato). Di seguito trovi la ruota della vita, un esercizio molto usato nel mio lavoro di Coach personale per aiutarti a capire dove sei adesso.
L’esercizio consiste nel segnare sulla ruota il tuo grado di soddisfazione per ciascun settore, in un punto compreso tra 0 e 100.
Ad oggi, quanto sei soddisfatto del tuo lavoro? Quanto sei soddisfatto del tuo rapporto di coppia? E così via. Alla fine colora tutti gli spicchi.
Se la tua vita è equilibrata, la ruota tende ad essere tonda. Se invece gli spicchi sono tutti diversi, allora è il caso di impegnarti parecchio nella definizione dei tuoi obiettivi. Buon lavoro!







Indica il grado di soddisfazione per ciascun settore.
0% = minimo - 100% = massimo




Adesso disegna la ruota della vita che vuoi raggiungere entro un anno da oggi. Questo sarà il tuo primo obiettivo.





Come sarà la tua ruota ad 1 anno da oggi?






venerdì 9 marzo 2012

ANCORA PENA DI MORTE

Qualche tempo fa c'è stata la giornata per la vita.
Una giornata per ricordare a tutti l'importanza dell'abolizione della pena di morte, con tanto di manifestazione a Roma e presenza di importanti cariche dello Stato Italiano e ospiti dall'estero.
Ma vien fuori una notizia sconvolgente, almeno per me...
(AGIPhoenix - Un recluso di 47 anni e' stato giustiziato la
notte scorsa in Arizona con il metodo dell'iniezione letale: si
e' trattato della seconda esecuzione portata a termine
nell'arco di appena dieci giorni nello Stato Usa che dal 1976,
quando la Corte Suprema federale reintrodusse la pena capitale
nell'ordinamento americano, ha messo nel complesso a morte
trenta condannati. Ammontano a otto dall'inizio dell'anno i
detenuti giustiziati in tutti gli Stati Uniti
Fonte: http://it.notizie.yahoo.com/agi-m-o-abu-mazen-sara-ricevuto-parigi-054000563.html

E poi navigando in rete trovo anche chi parla della pena di morte in termini monetari!?!

Lo Stato del Texas prevede di spendere 1.286,86 dollari per l’esecuzione capitale di Keith Thurmond prevista per mercoledì. La spesa per l’iniezione letale si è moltiplicata di 15 volte dal 2010, quando veniva a costare 86 dollari. Questo perché il sodio tiopentale, usato in precedenza per sedare i condannati, dal 2010 non è più in produzione ed è stato necessario sostituirlo con il pentobarbital. Nel 2011 negli Stati Uniti sono state praticate 43 iniezioni letali, cui se ne sono aggiunte sei nei primi due mesi del 2012. L’ultima esecuzione è stata quella ai danni di George Rivas, un 41enne di Dallas giustiziato il 29 febbraio scorso. Dal 18 giugno 2010, tutte le condanne a morte negli Usa sono state praticate tramite iniezione letale. L’ultima eccezione era stata quella di Ronnie Lee Gardner, 49 anni, che aveva scelto di essere fucilato


Condannato a morte nello Utah, viene fucilato dopo 14 anni. E’ il terzo caso dal 1976


Nel mondo vi sono ben 68 Stati in cui vige la pena di morte e vi si è fatto ricorso almeno una volta negli ultimi 10 anni. I principali sonoBielorussia (l’unico Paese europeo), Stati Uniti, Cuba, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Egitto, Etiopia, Libia, Nigeria, Somalia, Sudan, Uganda, Zimbabwe, Afghanistan, Bahrain, Bangladesh, Cina, Taiwan, India, Indonesia, Iran, Iraq, Giappone, Giordania, Kazakistan, Corea del Nord, Kuwait, Libano, Malesia, Mongolia, Oman, Pakistan, Palestina, Qatar, Arabia Saudita, Singapore e Siria. 


Così l’Iran usa la pena di morte per eliminare i religiosi cristiani


In altri 30 Stati la pena di morte esiste ma non è stata praticata almeno dal 2002. Secondo l’organizzazione Nessuno Tocchi Caino, in media nel mondo avvengono 5.851 esecuzioni capitali l’anno, di cui ben 5.000 nella sola Cina, 355 in Iran, 166 in Arabia Saudita, 134 in Pakistan, 42 negli Stati Uniti, 33 in Iraq, 25 in Vietnam, 15 in Afghanistan, 15 nello Yemen e 13 nella Corea del Nord.


La Cina cambia il codice penale per rendere legali le scomparse dei dissidenti


Fonte: http://it.notizie.yahoo.com/quanto-costa-la-pena-di-morte.html

Beh scusatemi
Forse sono un pò troppo suscettibile
Ma proprio non ce la faccio
Insomma già mi riesce difficile pensare di uccidere qualcuno
Anche se a quanto pare c'è qualcun'altro che pensa che certa gente se lo merita
Ma addirittura farne una questione di soldi!!!!
Allora propongo una soluzione
Aboliamola per davvero, dappertutto questa pena di morte!!
In alcuni casi mi vien da dire che morire è fin troppo facile
Lasciamo il condannato in carcere a vita, in un posto dove non potrà nuocere a nessuno, e avrà tutto il tempo di redimersi e pensare a quanto male ha fatto.
Ecco come ci si libera del problema di quanto costa la pena di morte dico io!!
Ecco come fanno gli Stati che vogliono fare un passo avanti nella civilizzazione!!
Scusate se a volte sembro un pò troppo polemica, ma davanti a certe cose proprio non ce la faccio!!

venerdì 2 marzo 2012

VOL. 5



"Dipendi dalla Legge e non dalla persona", questo dovete ricordare."


Da "Le quattordici offese" (gli scritti di Nichiren Daishonin, vol 5, pag.175)

venerdì 24 febbraio 2012

INFORMAZIONI O DISINFORMAZIONI?

Ciao ragazzi
continuo a guardare un sacco di tv...
questa sera facendo zapping capito su italia 1
e chi ti trovo?
le iene
servizio terribile su argomento ancora più terribile
si trattava di pedofilia
sono una mamma e la cosa mi fa rabbrividire
ma che dico rabbrividire
mi si accapponano le unghie dei piedi, se è possibile
comunque
tralasciando la tratta dei minori assecondata dai genitori, di ciò trattava il servizio
mi domandavo
ma è vero che la pedofilia è una malattia, come più volte ripetuto durante il servizio?
in realtà non la riterrei una malattia
si tratta di gusti sessuali deviati
il fatto che il desiderio si rivolga ai minori mi sconvolge
ma non credo che si tratti di una malattia
e pare che anche la Cassazione sia daccordo con me
si perchè mi son tuffata alla ricerca di qualcosa in merito all'argomento
e ho trovato proprio questo:
CASSAZIONE: LA PEDOFILIA NON È UNA MALATTIA MENTALE 


19/11/03 - ANSA


ROMA - La pedofilia, di per se', non esclude ne' attenua la capacita' di intendere e volere. Insomma non e' una malattia mentale in virtu' della quale i pedofili possono ottenere sconti di pena - tramite la concessione delle attenuanti per la diminuita capacita' psichica - sostenendo che la loro volonta' era offuscata, o scemata, nel momento dell'abuso sessuale sui minori. Lo sottolinea la terza sezione penale della Cassazione con la sentenza 43135. In particolare, con questo verdetto, la suprema corte ha rigettato la tesi di un imputato - Aurelio M. condannato a 8 anni di reclusione dalla corte d'appello di Perugia per aver violentato, per 12 anni, un minore - che protestava per la mancata concessione dell'attenuante. L'uomo aveva chiesto ai supremi giudici di pronunciarsi a favore di una pena piu' mite dal momento che la perizia di parte aveva riscontrato, in lui, un deficit delle capacita' intellettive e volitive avvalorato anche dai precedenti episodi di pedofilia che avevano arricchito la sua fedina penale. Ma piazza Cavour ha bocciato la tesi per cui i pedofili abituali sarebbero una sorta di minorati mentali che non sanno quel che fanno. Rilevano in proposito gli ermellini che ''se e' vero che la pedofilia, come modifica dell'oggetto sessuale in direzione dei minori, presenta ordinariamente carattere di abitualita', ai fini penali questa condizione non esclude ne' attenua la capacita' di intendere e volere e, di conseguenza, la penale responsabilita' per abusi sessuali contro i minori''. Spiega la Cassazione che non c'e' alcun motivo di equiparare, tout court, e a priori, i pedofili agli incapaci. A questa conclusione - prosegue il palazzaccio - puo' arrivare solo il giudice di merito sulla ''base dell'esame dei test psicologici e psichiatrici, dei colloqui clinici e di altri elementi'' qualora ''ricorrano le condizioni di una vera e propria malattia in grado di escludere o grandemente scemare la capacita' di intendere e volere''. Tale circostanza, pero', avvertono i magistrati di legittimita', non ricorre in presenza di un qualsivoglia disturbo caratteriale. Ad esempio, nei confronti di Aurelio M., la suprema corte ha confermato la condanna anche se aveva un ''sussistente disturbo alla personalita', con problematiche di tipo narcisistico, disadattivo e anti sociale'', fattori che - dicono gli stessi supremi giudici - possono costituire ''in astratto il retroterra in cui possono inserirsi episodi critici abnormi''. Ma a ''fronte della teorica possibilita' che le azioni del pedofilo siano commesse sotto l'influenza di un forte stress fisico e psichico'' - conclude la Cassazione - occorre, da parte dei magistrati che si occupano di queste vicende, ''una valutazione obiettiva e realistica, mirante a tutelare la dignita' delle persone, l'infanzia e la societa' da gravi abusi sessuali''.
Cosi' la terza sezione ha detto no alla concessione dell'attenuante e ha reso definitiva la pena per l'imputato.
Fonte: http://www.mpv-cav.veneto.it/mpv/a_58_IT_3142_1.html

E' giusto fare informazione
fare in modo che tutti abbiano accesso alla conoscenza di ciò che nel mondo possiamo trovare
e di tutta la varietà di spazzatura da cui siamo circondati
ma sarebbe anche giusto che le notizie fossero più corrette possibili
E allora diciamolo per bene
una volta per tutte
LA PEDOFILIA NON E' UNA MALATTIA
Smettiamo di prenderci in giro
Qualche giorno fa ho visto pubblicato su facebook un link tremendo
una fotografia che non lasciava spazio a dubbi
la punizione ad un pedofilio in Messico
Premetto di non approvare le misure estreme
Ma smettiamo di pensare che basti qualche pillola per curare persone che non si comportano come persone
Sono PREDATORI SESSUALI
E mettono ogni giorno in pericolo i nostri figli
Non sono malati
Perlomeno non sono malati di mente.

martedì 31 gennaio 2012

MULTITASKING DANNOSO

Buongiorno a tutti!
Oggi volevo affrontare un argomento che mi rappresenta molto.
Il multitasking.
Ho di recente scoperto che si tratta di una pratica dannosa per il cervello umano.
Ed inoltre che è pura illusione.
Il multiasking è "l'arte" di fare più cose contemporaneamente.
Ho sempre pensato che fosse un pregio.
Eh si, quante volte ci siamo trovati a fare la spesa, rispondere al telefono, badare al bambino seduto nel carrello e contemporaneamente salutare un'amica che fa la spesa nello stesso nostro momento?
Era stato detto che fosse un'arte prettamente femminile, si perchè a quanto pare noi donne possediamo questa capacità innata mentre gli uomini non sarebbero dotati del "gene del mutitasking".
E invece ho scoperto che si tratta di pura illusione.
In effetti il nostro cervello non è "programmato" per eseguire più di un "comando" per volta.
Quindi eseguire più compiti nello stesso tempo non riduce il tempo di esecuzione ma semmai lo moltiplica in modo esponenziale, causando danni a livello di distrazione e stanchezza mentale.
Il punto è che il nostro cervello per eseguire più comandi insieme, in realtà, fa lo stesso lavoro di un computer, quando ci troviamo con cinque cose aperte.
Rallenta.
Solo che il computer quando si "impalla" lo possiamo riavviare, anche se non è un buon sistema, anzi rischiamo di rovinarlo se succede troppo spesso.
Non avendo un tastino riavvio per il nostro cervello, andiamo in confusione, diventiamo distratti, ci stanchiamo prima, e perdiamo di concentrazione.
Ho fatto quindi questa terribile scoperta.
C'è addirittura chi dice si tratti di una dipendenza difficile da estirpare.
Quindi da oggi, quando ci verrà voglia di guardare un film, mentre facciamo le pulizie e rispondere alla chiamata di un amico, magari controllando la mail, pensiamoci.
Stiamo facendo molto male al nostro cervello.
Facciamo come facevano una volta.
Prendiamoci il tempo di fare le cose e semmai rimandiamo qualche impegno se pensiamo che si possano accavallare tra loro.
Io per quanto mi riguarda spero di riuscire, in effetti è un'abitudine molto radicata, in molte persone.
Cercherò di essere meno attiva, e di permettere al mio cervello di "respirare"!

sabato 21 gennaio 2012

PUBBLICITA' DELL'ORRORE!!

Ciao ragazzi!
Eccomi di nuovo qui a discutere con voi di pubblicità.
No, non sono fissata.
E' solo che in questo periodo sono bloccata in casa per una serie di motivi, e quindi guardo più spesso la tv.
E questa volta vorrei parlarvi della pubblicità dell'orrore.
Qualche tempo fa era uscita una notizia su una pubblicità inglese che terrorizzava i bambini.
E la buona notizia è che grazie alle associazioni dei consumatori e qualche genitore arrabbiato era stata cambiata.
Beh, invece in Italia non siamo così attenti, o forse non abbiamo il senso di ciò che piace alle persone.
Eh si, infatti è ricomparsa una pubblicità terribile di un chewingum!
Un chewingum!
La cosa più innocua che si possa pensare.
Si è trasformata in una pubblicità dell'orrore, che era già stata proposta l'anno scorso.
Si sperava che l'avessero tolta perchè inopportuna e invece...
Si vede che ci hanno presi per gente che compera un chewingum solo se congela la fidanzata e spiuma il pappagallo!!
E invece no.
Io personalmente ho smesso di acquistare quella marca di chewingum.
Si perchè il mio bambino di 4 anni ne è rimasto molto spaventato.
Aveva paura di fare la fine della fidanzata del protagonista della pubblicità!!
Sono sicura di non essere l'unica che la pensa così.
Forse sono ancora così ingenua da pensare che l'alito fresco debba essere associato a qualcosa di più piacevole di una tormenta di neve che travolge i miei cari!!
Forse spero ancora che le pubblicità possano essere dei piccoli sketch che invitano all'acquisto e non ad una seduta psichiatrica.
Insomma, ma dove siamo andati a finire se non si possono trasmettere alcuni programmi nelle fasce protette e poi ci fanno vedere le pubblicità dell'orrore a qualsiasi ora e anche 6 volte consecutive?
Come consumatrice sono piuttosto sconcertata e anche arrabbiata.
Ci sono tanti modi per convincere le persone ad acquistare un prodotto al posto di un altro.
In molti hanno usato anche i famosi messaggi subliminali.
Ma le pubblicità dell'orrore vanno oltre il comune senso di ciò che è bello e quindi invita all'acquisto, e di ciò che è letteralmente brutto e scadente e invita invece ad un ciclo di sedute presso uno psichiatra per riaversi dallo sconcerto.
Mi piacerebbe poter chiedere a chiunque abbia studiato un messaggio del genere, che cosa diavolo gli sia passato per la mente quando ha deciso di mettere in onda una pubblicità che può addirittura spaventare chiunque, bontà sua, sia dotato di una qualunque forma di sensibilità!
Sarebbe molto bello se tutta questa mia disquisizione solitaria sul web non restasse solo una disquisizione solitaria.