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giovedì 20 dicembre 2012
FACCIAMO SCORTE PER IL 21.12.2012
Ma non scorte di cibo, semmai scorte di consapevolezza, che sono forse le uniche richieste per affrontare la fatidica data.
In questa data pare non accada proprio nulla, né di astronomico né di altro… Se non una vaga attinenza con la fine di un periodo del calendario Maya. Periodi che avevano una valenza anche spirituale e alla fine dei quali i sacerdoti maya facevano delle grandi celebrazioni. Ma poi non si sa bene se quel giorno fosse proprio esattamente il 21.12.2012 o dintorni…
Dal punto di vista spirituale i grandi moti congiunti di Sole,Terra, Luna e pianeti, sullo sfondo dello Zodiaco, sono di grande importanza. In quanto sono le interrelazioni sostanziali tra le manifestazioni visibili di grandi esseri spirituali. Ognuno portatore di qualità importanti e diverse. Che operano interagendo con i nostri corpi. Ma anche da questo punto di vista il vero passaggio di epoca, quello dai Pesci all’Acquario, è ancora di là da venire. Anche se gli acquariani festeggiano da tempo, non siamo nell’età dell’Acquario. Ancora per qualche secolo il Sole all’equinozio di Primavera sorgerà in allineamento con la costellazione dei Pesci.
Le stesse date che abbiamo ora non sono incise a lettere di fuoco del cosmo, ma sono il frutto di pure convenzioni. Quindi le date “singolari” che ne escono fuori, 11.11.11, 12.12.12, 21.12.12, ecc. non sono che artifici. Potevano essere benissimo spostate di uno, due o tre giorni, o i mesi essere fatti di periodi diversi, ecc…
Qualcuno dirà che dietro queste date ci sono comunque grandi forze spirituali. Forse sì, ma non propriamente “candide”. Una commissione fatta quasi tutta da gesuiti organizzò il nuovo calendario nella Roma del ‘500, sotto influenza dell’Impero Spagnolo. Ed a promulgare la bolla dalla gesuita villa Mondragone, fu nel 1582 (vedi immagine celebratoria) uno dei papi più privi di scrupoli della controrifoma, Gregorio XIII. Noto per la voglia di ammazzare più protestanti possibile. Fu dietro molti complotti contro Elisabetta I, e fece fare grandissime feste e celebrazioni di gaudio per il Massacro della Notte di San Bartolomeo, quando i cattolici reali francesi fecero assassinare qualche decina di migliaia di ugonotti.
Certo non immaginava che avrebbe promulgato date nella quali “eretici” del duemila avrebbero meditato in massa sostenuti dal senso “numerologico” e “mistico” di quei numeri.
Altro elemento da menzionare è questo: storicamente ogni volta che qualcuno ha detto che in una certa data - degna di nota dal punto di vista numerico - sarebbe successo qualcosa, poi puntualmente non è mai accaduto nulla di così significativo. Come ad esempio la fine dell’anno mille, o i vari passaggi di secolo – sempre attesi con timore, fino alla fine del 2000. Del quale tutti ricordiamo le attese drammatiche ed il puntuale “non succedere nulla”.
Ora siamo per fortuna quasi alla fine di una sequenza di date: l’11.11.11 non è successo nulla, il 12.12.12 alle 12 e 12 nemmeno. Indoviniamo cosa non accadrà il 21.12.12… Certo, a meno che qualche matto o qualche potere manipolatorio non voglia utilizzare la data per combinarne una delle sue…
Una cosa un po’ strana è che dietro queste chiamate alle meditazioni planetarie su numeri francamente un po’ a casaccio, si intravede qualche “manina”. Alcune organizzazioni sono dietro queste chiamate a raccolta planetarie, dietro a questi messaggi che parlano per queste date di passaggi dimensionali, di sbarchi di salvatori, di messia in arrivo, ecc.
Parlano di attese “messianiche” per qualcosa che dal di fuori deve venire a salvarci. Perché noi da soli proprio non siamo capaci.
Ecco, forse nella nostra epoca di sviluppo della coscienza, non c’è nulla di più antispirituale di questa attesa di qualcosa che “ci salvi” dal di fuori. Perché nella nostra epoca quello che sta già sorgendo in grandi numeri, è un impulso di amore e consapevolezza dal didentro. Impulsi d’amore, di solidarietà , di attenzione agli altri ed alla Terra con le sue creature, che stanno maturando dentro. Con forze che noi ora abbiamo in noi. E che si mettono in moto a contatto con il non casualmente difficile flusso degli eventi della nostra vita. Individuale e collettiva. Proprio da questo incontro tra una nuova maturità interiore in crescita e le difficoltà della vita da risolvere nel quotidiano, sta finalmente cominciando a sorgere una umanità nuova e dotata di una coscienza più forte.
Indicare date di cambi che vengono da fuori, e attese di salvatori vari, distrae da questo compito spirituale quotidiano, che dovrebbe ogni giorno scoprire ed usare intorno a sé i terreni, le sfide di crescita della propria coscienza. Mettendo amore e consapevolezza in famiglia, nel posto di lavoro, nella società… che sono lì proprio per stimolare la nostra crescita.
E allora viene spontanea una serie di domande:
La diffusione di queste attese salvifiche, che distraggono dal compito di crescita quotidiano, non ne sminuiscono l’importanza? Non sottintendono che la nostra interiorità a contatto della vita non è in grado di produrre nulla di importante e positivo? Non implicano che noi continuiamo ad essere troppo deboli, e servirà sempre qualcuno “da fuori” per salvarci? Non vengono forse stimolate da forze anti-coscienza?
Che l’attesa sia di esseri, energie, influssi o dimensioni nuove non cambia… Sempre qualcosa di esterno a noi. Proprio ora che invece il grande movimento del risveglio in piena crescita mostra che l’umanità ha in sé le forze per crescere spiritualmente. Mostra che in grandi numeri – anche se non ancora maggioritari – il cuore, la voglia di cambiare in meglio le cose disinteressatamente, si sta facendo spazio, e comincia a guidare tante persone verso una coscienza elevata.
Ecco, il 21.12.2012, invece di estraniarci dal mondo, forse dovremmo concentrarci su come mettere una goccia d’amore e di consapevolezza in più in quello che facciamo nella nostra vita quotidiana. E magari farlo anche il giorno prima, il giorno dopo e tutti gli altri giorni.
Così si cresce spiritualmente: non aspettando il Bene che viene da fuori, ma pensando, sentendo e soprattutto facendo cose buone, oggi.
Non si cresce aspettando……… la Befana.
Fonte: http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/990-21-12-2012-avete-fatto-scorte
lunedì 17 dicembre 2012
STATI UNITI E STRAGE DI BAMBINI... PERCHE'?
Difficile dare una risposta. Ma ci domandiamo cosa si agita, cosa si muove nell’aura, nell’atmosfera psichica degli USA.
Una forza di distruzione di vite giovanissime. Come se qualcosa volesse impedire loro di utilizzare la vita per crescere come coscienze. Come a voler impedire che facessero crescere, mettendole alla prova, le proprie forze d’amore e di consapevolezza.
Ed è poi come se questo qualcosa approfittasse di grandi vuoti, di grandi deserti psichici, per prendere possesso delle anime, delle menti e delle azioni di povere personalità indebolite che si fanno strumento di morte.
Perché proprio negli Stati Uniti una tale concentrazione di episodi del genere? Perché proprio in quel Paese così frequenti questi neri riti di sangue, di sacrificio delle forze vitali d’amore, per nutrire ed esaltare brutali fantasmi anti-coscienza?
Forse perché quel tipo di cultura è sempre più concentrata sui beni materiali, sempre più imbottita di farmaci e di alimenti devitalizzanti, fin dalla più tenera età. Sempre più avvolta da ideali patriottici finti, dall’uso di “armi” per ottenere finte vittorie. Da guerre vere, videogames e forme pensiero prive di amore, e basate sull’affermazione con la violenza, psichica o fisica. Dalla diffusione massiccia di strumenti di morte, ovunque. Forse proprio perché nella psiche di tante persone l’acqua viva dell’amore scarseggia, ed impedisce la crescita di pensieri, sentimenti ed azioni amorose. Determinando quei deserti di sentimenti e di ideali che diventano il regno degli spettri anticoscienza.
Ma gli Stati Uniti non sono tutti così. Il potere finanziario, politico, militare, scientifico, favorisce i deserti interiori, perché dipende dagli stessi spettri di distruzione che li dominano. Ma ci sono anche forti impulsi d’amore, di autentica spiritualità, di consapevolezza che stanno maturando, anche proprio per reazione alla devastazione psichica.
Che il futuro degli USA sia nelle loro forze d’amore!
Fonte: http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/984-perche-cosi-spesso-stragi-di-bambini-negli-stai-uniti
giovedì 13 dicembre 2012
TECNICHE DI GUERRA PSICOLOGICA
Ciao a tutti!
Stavo rileggendo un artcolo di Paolo Franceschetti del 2010...
e mi son venuti i brividi...
ho fatto copia e incolla di un estratto per riproporlo e per far pensare...
Trovo che ci siano troppe delle condizioni qui sotto esposte che si stanno verificando nel nostro Paese e non solo...
La Guerra psicologica consiste nell'uso pianificato di operazioni psicologiche allo scopo principale di influenzare opinioni, emozioni, atteggiamenti e comportamento delle masse.
Condizione necessaria perché le operazioni di guerra psicologica possano aver successo è quella di creare nella “popolazione obiettivo” frustrazione insicurezza e paura. Queste condizioni, infatti, riducono l'uomo ad uno stato di sottomissione in cui le sue capacità di ragionamento sono annebbiate e in cui il suo responso emotivo a vari stimoli e situazioni diventa non solo prevedibile ma “sagomabile”.
Per creare frustrazione, insicurezza e paura si devono creare all’interno del paese le seguenti condizioni:
Inflazione
tassazione non equa
concussione e corruzione
scarsezza di uomini nelle forze dell’ordine
appoggiare forme di sanzione o altro
scarsezza di necessità primarie come di abitazioni e altro
fomentare l'intolleranza razziale e religiosa
disunità politica e mancanza di fiducia nei capi
mancanza di risorse che possono sostenere l'economia
azioni di terrorismo e di violazione dei diritti umani
Create queste condizioni l’operatore di guerra psicologica può iniziare il suo lavoro.
I mezzi primari di manipolazione mentale sono la scuola, televisione e l’industria dell’intrattenimento (altri sono la droga, l’alcool, gli psicofarmaci e l’alimentazione).
Della scuola abbiamo già parlato in un precedente articolo sottolineando come questa operi per:
Insegnare lo stretto necessario perché la popolazione possa essere produttiva nei termini e nei modi voluti dal potere;
imporre sistemi d’istruzione che sono volti a uniformare e conformare la popolazione evitando accuratamente di insegnare le materie che sviluppino la capacità di ragionamento (dialettica, retorica, logica, ecc.), ovvero quelle materie che sviluppano il pensiero critico, autonomo;
instillare nei giovani quei preconcetti, pregiudizi e stereotipi su cui poi conformeranno tutte le loro esperienze.
La funzione esercitata dalla scuola, che ha il vantaggio di poter agire sui bambini e giovani, maggiormente ricettivi all’instillazione di pregiudizi e stereotipi, è importantissima dal momento che l’operatore di guerra psicologica, per poter operare con successo, deve poter contare su una popolazione che risponde a determinate sollecitazioni, ovvero per poter manipolare deve conoscere il modello di comportamento della popolazione, i modi di comunicazione, le motivazioni poste alla base del loro agire.
Preparato il terreno dalla scuola, arriva la manipolazione attraverso i media. Strumento fondamentale di guerra psicologica dal momento che la nostra mente, tendenzialmente pigra, è attratta da tutto ciò che non richiede lo sforzo di pensare. Oltre a ciò è mediamente consapevole di di 200 bits di informazioni su 400 miliardi che il cervello elabora in un secondo. Ovvero siamo consapevoli di mezzo miliardesimo di ciò che avviene nel nostro cervello. Tutto il resto ci condiziona senza che ce ne accorgiamo.
Le principali tecniche di manipolazione attraverso i media sono:
creare un messaggio credibile
usare il linguaggio giusto
creare un ampio numero di fonti di informazione
creare “opinion leader”
attivare il meccanismo della ripetizione
operare debunking.
Vediamole nel dettaglio
CREARE UN MESSAGGIO CREDIBILE.
L’operatore di guerra psicologica che, come abbiamo detto, conosce gli schemi su cui si muove la popolazione, deve creare messaggi credibili. Attenzione il messaggio deve essere credibile, non vero. Anzi, spesso, la verità toglie credibilità al messaggio. Le menzogne sono più attraenti della verità perché fanno leva sulle nostre speranze, sui nostri pregiudizi, ecc... La verità, invece, ha la sconcertante abitudine di metterci davanti all’imprevisto, a ciò a cui non eravamo preparati e che, tendenzialmente quindi, rifiutiamo. L’operatore di guerra psicologica, che sa perfettamente che la maggior parte del pubblico non è alla ricerca della verità, ma di ciò che le permette di non uscire dagli schemi psichici indotti, su queste basi manipola la realtà. Facciamo un esempio.
La sera del 10 aprile 1991 140 persone morirono bruciate sul Moby Prince davanti al porto di Livorno. Se domandi a qualcuno cosa causò la tragedia ancora oggi ti senti rispondere: c’era una fitta nebbia, l’equipaggio, davanti alla televisione a vedere la semifinale di Coppa delle coppe juventus Barcellona, e non si è accorto della petroliera Agip Abruzzi entrando con questa in collisione. Tutto ciò è falso. Dagli atti e documenti processuali è emerso che:
- quella sera la visibilità era perfetta, nessuna nebbia né prima, né durante né subito dopo la collisione (come dimostrano foto, e video amatoriali, uno dei quali trasmesso anche dal TG1);
- nessuno dell’equipaggio stava guardando la partita (nella cabina di comando non vi erano televisori);
- l’impatto non è stato improvviso. Tutti i passeggeri erano nel salone De Lux (stanza provvista di porte tagliafuoco) con bagagli e giubbotti di salvataggio. Questo significa che erano stati richiamati dalle cabine presso cui si trovavano, alcuni stavano mettendo a letto i bambini visto che tutto è successo dopo le dieci di sera, invitati a rifare i bagagli, indossare i giubbotti e radunarsi nel salone, là dove sono stati trovati. Nessuno dei corpi presentava traumi.
Difficile conciliare tutto ciò con un impatto improvviso causato dalla negligenza dal personale che guardava la partita, ma nella memoria collettiva è rimasto quella notizia: la tragedia è avvenuta perché l’equipaggio guardava la partita di calcio. Perché? Perché il messaggio selezionato dall’operatore era assolutamente credibile, mezza Italia si ferma davanti ad una semifinale di Coppa delle Coppe.
USARE IL LINGUAGGIO GIUSTO.
Come abbiamo accennato l'uomo vede il mondo in termini di precedenti esperienze, pregiudizi e stereotipi. Oltre a ciò, avendo una mente tendenzialmente pigra è attratto da tutto ciò che gli permette di ridurre problemi complessi in formule semplicistiche (tecnica che serve anche a costruire ed alimentare a dismisura il nostro ego facendoci credere di essere intelligentissimi e di aver capito tutto). L'operatore di guerra psicologica risponde a questa esigenza usando le parole.
Gli stereotipi sono parole o frasi così intimamente associate ad idee o credenze comunemente accettate da essere di per se stesse convincenti senza bisogno della ragione o dell’apporto dell’informazione. Esse fanno appello a quelle emozioni quali l’amore per la patria, il desiderio di libertà, ecc.. Ovvero si accettano senza sottoporle ad un ragionamento operando su di esse un transfert. Proprio per questo gli stereotipi sono lasciati volutamente vaghi, affinché l’uditore possa interpretarli in maniera personale.
Anche in questo caso facciamo un esempio. I nostri telegiornali, parlandoci del conflitto in Iraq usano il termine "guerra di liberazione", in realtà si tratta di una guerra di aggressione preventiva, illegale e criminale secondo il diritto internazionale. Le truppe dei paesi invasori al telegiornale diventano “truppe alleate”, mentre i combattenti iracheni vengono definiti "fedelissimi di Saddam", per condizionare i telespettatori e far pensare che siano uomini che combattono per difendere un criminale, non il loro paese.
CREARE AMPIO NUMERO DI FONTI DI INFORMAZIONE
L'uditorio non deve avere la sensazione di essere controllato. L’operatore di guerra psicologica crea, quindi, un ampio numero di fonti d’informazione, i cui messaggi devono essere leggermente diversi, ma condizionare tutti allo stesso modo, così da dare la sensazione all’obiettivo di stare scegliendo di propria volontà tra diverse opzioni e programmi (basti pensare ai telegiornali, non solo danno le stesse notizie, ma, spesso, hanno anche la stessa scaletta).
CREARE "OPINION LEADERS"
L’operatore di guerra psicologica sa perfettamente che gli “opinion leaders”, hanno il potere di influire sull’opinione pubblica quanto le personalità politiche ed allora li crea. Sono quelle persone che compaiono in tutte le trasmissioni televisive e la cui fama viene costruita dai media. Vengono presentati come esperti del settore, opinionisti, ma difficile per il telespettatore dire se l’opinionista sia diventato esperto del settore perché è comparso in televisione o sia comparso in televisione perché realmente era un esperto del settore.
ATTIVARE IL MECCANISMO DELLA RIPETIZIONE.
Creata la realtà voluta l’operatore di guerra psicologica deve attivare il meccanismo della ripetizione, ovvero deve ripetere un fatto non vero così spesso da farlo diventare reale, come nel succitato caso di Al Quaeda.
OPERARE DUBUNKING.
Il debunking è una forma di manipolazione che consiste nello smontare e confutare teorie ed informazioni che vanno contro l’informazione (leggi manipolazione) ufficiale, ovvero la c.d. controinformazione.
L’opera del debunker è di fondamentale importanza per la guerra psicologica, egli opera con messaggi semplici, prevalentemente diretti a livello emotivo con ganci diretti all’inconscio, ovvero a quei pregiudizi e stereotipi inculcati sin dai tempi della scuola e rinforzati quotidianamente dai media.
Normalmente il messaggio teso a screditare la fonte di controinformazione del debunking si apre con un attacco sul piano personale, ovvero etichettando la persona con insinuazioni varie. Le principali etichette sono: bugiardo, paranoico, complottista, affetto da delirio di persecuzione, mitomane in cerca di pubblicità, Euroscettico, conservatore, nazionalista, xenofobo, razzista, fascista, sionista, antisemita, fondamentalista, comunista, ecc..
Tali parole (etichette) hanno la capacità, inserendosi in automatismi creati sin dalla scuola, di “impermeabilizzare” la nostra mente , ovvero neutralizzare a priori ogni possibile apporto ad un pensiero diverso.
Queste sono le principali tecniche di manipolazione mentale.
Ora che si conoscono le tecniche ci si può difendere. Come? Ad esempio:
- quando i media trasmettono notizie come quelle su Al-Quaeda ci si deve domandare cosa vogliono ottenere terrorizzando la popolazione. Vogliono far passare leggi che elidano ancora di più i diritti fondamentali dei cittadini? Si tratta di un “falso bersaglio”, ovvero desiderano attirare l’attenzione della massa su un fronte per operare indisturbati su un altro?
- Quando una persona in un dibattito non confuta i fatti ma si affida a frasi generiche e banali con ganci chiaramente emotivi si deve cambiare canale ed approfondire personalmente la questione. Stessa cosa si deve fare tutte le volte che qualcuno, invece di contestare nel merito un’affermazione, attacca sul piano personale etichettando l’interlocutore allo scopo di delegittimarlo;
- si deve analizzare sempre il contenuto di ciò che viene detto, ovvero verificare se si tratta solo di forma (parole inutili e stereotipi) o vi è anche sostanza, ecc…
Gli esempi potrebbero essere infiniti ma tutto si riduce, in fondo, ad una sola cosa: ci dobbiamo riappropriare della capacità di pensare.
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.it/2010/09/la-funzione-della-televisione.html
martedì 27 novembre 2012
VOGLIONO CHIUDERE IL VALDESE? METTIAMOCI LE TETTE!!
Oltre trecento donne di ogni età, alcune con i segni evidenti di un'operazione di tumore al seno, si sono fatte fotografare a seno nudo per protestare contro il rischio di chiusura dell'ospedale Valdese di Torino. Si sono date appuntamento nei giorni scorsi, rispondendo all'appello lanciato dall'iniziativa ''Mettiamoci le tette''. Le foto, scattate tutelando la privacy delle donne, saranno proiettate durante la manifestazione prevista il primo dicembre prossimo davanti all'ospedale dove ogni anno, ricordano gli organizzatori, vengono eseguiti 600 interventi per il tumore alla mammella.
Contro la chiusura della struttura sono state raccolte finora 7600 firme per una petizione da consegnare all'assessore regionale alla Sanità Paolo Monferino. “Alle donne lì seguite, che avevano costruito con i sanitari che le hanno in cura un rapporto basato sulla umanità e la fiducia reciproca oltre che sulla competenza, è stato detto che non potevano più essere prenotate e niente altro” scrive Nino Boeti, consigliere regionale e responsabile regionale sanità del Pd, sul suo profilo Facebook.
“Nessuna indicazione su un futuro trasferimento del reparto, né se poter ritrovare in qualche altra struttura pubblica il medico che le ha in cura. La sanità, anche in un momento di difficoltà finanziaria, non può essere gestita all’insegna dell’arrangiatevi. Occorre mantenere una umanità necessaria per ogni cura, ancora di più per quelle che investono malattie gravi e invasive, e proteggere e aiutare un rapporto importante per la guarigione come quello tra medico e paziente”. Lo stesso Boeti ha annunciato che presenterà nei prossimi giorni un esposto alla Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio.
Fonte: http://affaritaliani.libero.it/piemonte/donne-a-seno-nudo-e-duro-contro-la-chiusura-del-valdese-a-torino261112.html
martedì 6 novembre 2012
ANGELA CELENTANO: LA MAMMA NON SI ARRENDE
NAPOLI - «Angela è viva». Parla piano ma in maniera convinta, Maria Celentano, la mamma della piccola scomparsa 16 anni fa sul monte Faito. Al termine di un vertice in procura, Maria ribadisce quello che «il cuore di una mamma ha sempre detto in tutti questi anni, e cioè che Angela è viva».
Le sue speranze si sono riaccese dopo che, dal Messico, è arrivata la mail di una ragazza che dice di essere Angela. Ed è proprio a sua figlia che Maria si rivolge dicendole: «Non avere paura».
«Angela è sempre stata nel mio cuore», ha ripetuto mamma Maria. Guardando la foto, aggiunge: «Il fatto che ci sia qualche elemento di compatibilità per noi è importantissimo - ha spiegato - c'è una somiglianza incredibile con Angela e con i tratti somatici della nostra famiglia, per noi è importante e per gli investigatori ancora di più».
I Celentano hanno poi ribadito che non vogliono incontrare i Ruiz, la famiglia messicana dalla cui abitazione è partita la mail: «Noi cerchiamo Angela, non cerchiamo nessuna famiglia». Dicono che non ci sono stati altri contatti con la sedicente Angela. Di sicuro, mamma Maria ribadisce che questa volta la svolta potrebbe esserci davvero. Qualcuno le chiede come fa essere così convinta che possa essere Angela: «È una mia convinzione, spero di non sbagliare».
Fonte: http://www.ilmattino.it/napoli/citta/angela_celentano_vertice_in_procura_la_mamma_la_mia_bimba_viva/notizie/229936.shtml#
lunedì 5 novembre 2012
HACKER ANONIMOUS MINACCIANO FACEBOOK
Attacco hacker a Facebook nelle prossime ore
La notizia sta facendo il giro della rete da alcuni giorni oramai: il noto gruppo di hacker Anonymous vorrebbe attaccare il gigante dei social network Facebook e rendere il sito irraggiungibile proprio oggi, lunedì 5 novembre 2012.
Meglio che terminiate tutte le vostre attività sul social network Facebook entro poche ore! Il noto gruppo di hacktivisti (NDR: persone che ottengono accesso a file celati su computer o a reti si computer al fine di scopi politici o sociali) Anonymous ha minacciato di mandare offline Facebook entro la fine di questa giornata…salvo che l’azienda affiliata Zynga (ve li ricordate? sono quelli di FarmVille!) faccia marcia indietro sulla recente decisione di licenziare ben mille dipendenti.
Secondo Wired i creatori della fattoria virtuale più famosa del web hanno annunciato un taglio del 5% sui dipendenti e la chiusura dell’ufficio di Boston lasciando ai rispettivi dipendenti solo due ore per sgomberare le scrivanie e andarsene…mentre l’attenzione mediatica era totalmente rivolta alla presentazione dell’iPad mini di Apple.
Questo atteggiamento nei confronti dei dipendenti e le dubbie scelte economiche operate dall’azienda Zynga (che avrebbe un milione di dollari in azioni fermo in banca) hanno scatenato le ire tra le schiere degli hacker di Anonymous che, tramite un video youtube prontamente rimosso, ha manifestato chiaramente l’intenzione di hackerare il social network di Mark Zuckerberg e rendere gratuiti tutti i giochi di Zynga a meno che l’azienda torni sui suoi passi.
Questa giornata è molto popolare in Inghilterra, e viene ricordata come “la congiura delle Polveri”. Il 5 novembre del 1605 Guy Fawkes, rappresentante della nobiltà inglese cattolica, cercò di far saltare il parlamento (la House of Commons) con lo scopo di assassinare il re Giacomo I e altri nobili protestanti. Ancora oggi, a Londra questa data viene festeggiata con fuochi artificiali, anche se ha perduto ogni connotato politico, si tratta di un’occasione per fare festa.
E così come la festa è popolare per gli inglesi lo è anche per gli hacker di Anonymous: avevano già minacciato il social network nel 2011 in questa esatta giornata ma avevano fallito il tentativo di attacco. Andrà diversamente quest’anno? Riusciranno nell’intento?
Fonte: http://www.robadadonne.it/7279/attacco-hacker-a-facebook-nelle-prossime-ore/
giovedì 1 novembre 2012
TOPOLINO COMPIE 80 ANNI!!
Con le sue immancabili scarpe gialle, i guanti bianchi a quattro dita e le caratteristiche grandi orecchie a sventola, Topolino si appresta a festeggiare gli 80 anni. Una straordinaria storia editoriale iniziata nel dicembre del 1932 - appena quattro anni dopo la nascita di Mickey Mouse dalla pennadi Walt Disney - quando l'editore fiorentino Giuseppe Nerbini dà alle stampe il primo numero del giornale (appena 8 pagine) e l'italianizzato "Topo Lino" arriva nelle edicole italiane. Un successo che continua ancora oggi, 80 anni e 2.973 copertine dopo.
Otto decenni di fumetti, in cui il topo più amato delle strisce ha saputo raccontato storie sempre nuove, impersonando anche personaggi storici o divi del cinema. «Il segreto del successo di Topolino, che si rivolge ormai a tre generazioni, nonni, genitori, figli, è essere in grado di riuscire a interessare tutti con un linguaggio universale - spiega Valentina De Poli, direttrice del settimanale ora pubblicato da Walt Disney Company Italia (e prima da Mondadori) (RPT ora pubblicato da Walt Disney Company Italia e prima da Mondadori). I fumetti raccontano storie vere e in questo modo parlano di noi. Attraverso i personaggi, riusciamo a raccontare quello che succede nella società. In Paperon dè Paperoni che vessa Paperino, tutti possiamo riconoscere un professore o un superiore. Siamo tutti un pò Paperino».
Il via ai festeggiamenti per la ricorrenza sarà dato dalla Walt Disney Company Italia a Lucca Comics and Games, in programma dal 1 al 4 novembre. Uno speciale compleanno festeggiato con tante sorprese, prima fra tutte il libro "80 anni insieme": un volume celebrativo che, di decennio in decennio, ripercorre avvenimenti, episodi e curiosità che hanno fatto la storia di Topolino e lo hanno reso un mito senza tempo.
Per ogni decennio, poi, è stata selezionata la storia a fumetti più rappresentativa: si parte da Topolino giornalista, del 1935, fino a Paperino e il risveglio del silente, del 2000. Le dodici copertine più significative, quelle che hanno segnato i cambiamenti e l'evoluzione del giornale, saranno invece raccolte nel calendario Disney 2013 "Topolino anniversary".
Il 26 dicembre, con il numero 2.979, uscirà in edicola il numero celebrativo, con Mickey Mouse protagonista di una storia dedicata alle storie dei fumetti. Dopo la tappa a Lucca Comics and Games, i festeggiamenti per gli 80 anni di Topolino proseguiranno con la mostra "Storie di una storia", in programma dal 15 novembre al 20 gennaio 2013 a WOW Spazio Fumetto - Museo del Fumetto, dell'Illustrazione e dell'Immagine animata di Milano. L'esposizione si propone di illustrare come la creazione del genio di Walt Disney si sia evoluta insieme ai suoi lettori.
«È incredibile passare di stanza in stanza e vedere cosa è cambiato in questi anni: tecnica, storie, tecnologia. L'ultima sala è riservata al passaggio di Topolino sull'iPad. Conoscere il passato è importante, ma dobbiamo avere anche un occhio al domani. E in questo modo potremmo festeggiare altri 80 anni. Di storie da raccontare ce ne sono sempre», auspica Valentina De Poli.
Fonte: http://www.ilmessaggero.it/cultura/libri/topolino_compleanno_disney/notizie/228805.shtml
I 50 ANNI DI DIABOLIK
Diabolik, 50 anni di furti al fianco di Eva
Ha sempre cambiato “veste” per prendere posizione sui temi dell’attualità
Diabolik, il re del terrore
Indossa una tutina nera inconfondibile. La bionda Eva, la donna per antonomasia, quasi lui fosse l’uomo ideale, è sempre al suo fianco. L’auto è da sempre una jaguar e-type del 1955 cupè nera e c’è sempre un colpo, un furto, da portare a termine. Diabolik sembra non invecchiare mai ma, ridendo e scherzando, il primo di novembre 2012 compie 50 anni.
Sempre uguale e sempre diverso. Diabolik ha cambiato “veste” per prendere posizione sui temi dell’attualità schierandosi contro i manicomi nel bel mezzo della polemica sulla legge Basaglia. Si è scontrato con la corruzione in politica durante il ciclone giudiziario di Tangentopoli. Ha sconfitto mafiosi e terroristi aiutando le forze dell’ordine ma con la violenza.
Diabolik è stato un rivoluzionario, nel ’62, anche nel formato. Nacque da un'idea di Angela e Luciana Giussani che, osservando tutti i giorni i pendolari che transitavano per la Stazione di Milano Cadorna (vicino alla quale viveva), ebbero l'intuizione di realizzare un fumetto con un formato tascabile, cioè che si potesse facilmente leggere aspettando il treno e poi in viaggio, per riporlo infine comodamente in tasca.
A Lucca, patria italiana del fumetto con “Lucca Comics” si incontrano Martin Mystère e Diabolik. A palazzo Guinigi, sede del Must-Museo della città di Lucca, l’appuntamento tra i due è per la mostra “Mysteri Diabolikamente lucchesi”, mostra dedicata all’esposizione delle tavole originali di una storia inedita, appositamente realizzata e raccolta in un volume.
Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/cultura/articoli/1066852/diabolik-50-anni-di-furti-al-fianco-di-eva.shtml
IL CLIMA E LE MALATTIE
Un Atlante mondiale delle malattie
«sensibili al clima»
L'iniziativa delle Nazioni Unite per rinforzare la collaborazione tra chi si occupa di salute pubblica, meteorologi e scienziati del clima
MILANO - Il cambiamento climatico incide quotidianamente sulla salute di milioni di persone. E come il clima cambia in modo sempre più drammatico, aumentano i pericoli per la salute della popolazione. Cicloni, uragani, siccità, alluvioni e altri fenomeni climatici estremi, insieme alla variabilità del clima, causano un numero sempre maggiore di morti, l’aggravarsi di malattie e virus, lo scoppio e il diffondersi di epidemie. L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) e l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) hanno lanciato l’Atlante della Salute e del Clima che, mettendo in evidenza quali sono le sfide attuali più importanti – e quelle emergenti - suggerisce come usare l’informazione meteorologica e climatica per proteggere la salute pubblica.
LE MALATTIE SENSIBILI AL CLIMA - Il nuovo manuale – atlante, basato sui dati scientifici più attuali - è ricco di mappe, tabelle, grafici ed esempi. Illustra esplicitamente i legami tra il cambiamento climatico e le malattie, evocando le prove scientifiche che legano le epidemie di malattie quali la malaria e la meningite alle conseguenze del cambiamento climatico. Un vademecum di «malattie sensibili al clima», che spesso coincidono con quelle più mortali. La malaria, appunto, che uccide un milione di persone all’anno (la maggior parte bimbi sotto i cinque anni), e che a causa degli effetti del surriscaldamento globale si diffonde più ad ampio raggio, anche in zone e in stagioni un tempo immuni. Il dengue, esacerbato dalle piogge torrenziali, che secondo i ricercatori potrebbe minacciare due miliardi di persone in più al mondo entro il 2080, rispetto ad oggi. La meningite, che esplode dopo le tempeste di sabbia. La diarrea. Il colera. L’asma. E naturalmente la malnutrizione, così legata a fattori ambientali.
IL RUOLO CRUCIALE DELLA PREVENZIONE – L’Atlante è pensato per gli operatori di tutto il mondo, e in particolare per politici, leader e tutti coloro che sono responsabili di prendere le decisioni che riguardano la prevenzione, uno strumento cruciale per affrontare le minacce climatiche. L’idea è quella di rendere più fruibile tutta l’informazione tecnica e scientifica, troppo spesso sottoutilizzata, per aiutare a rinforzare la protezione dalle conseguenze di un clima sempre più alterato, e ridurre i rischi sulla salute dei fenomeni climatici più violenti. «La prevenzione e la preparazione sono il cuore della salute pubblica – ha dichiarato Margaret Chan, Direttore Generale dell’OMS – La gestione del rischio è il nostro pane quotidiano. L’informazione sulla variabilità climatica e sul cambiamento climatico è uno strumento scientifico potente per aiutarci in questo compito. Il clima ha un impatto profondo sulla vita, e sulla sopravvivenza, delle persone. I servizi climatici possono avere un impatto profondo nel migliorare queste vite». L’iniziativa è parte dello sforzo delle Nazioni Unite per consolidare e irrobustire il ruolo dei servizi climatici. Vari studi dimostrano come, quando si crea una sinergia tra i servizi meteorologici e climatici e quelli della salute si possano salvare molte vite. Un esempio è il Bangladesh, dove la preparazione sui rischi legati alle emergenze climatiche ha ridotto le morti dovute al passaggio dei cicloni da circa mezzo milione nel 1970 alle 3000 del 2007.
LE CONSEGUENZE NEFASTE DEL CLIMA CHE CAMBIA- L’Organizzazione Meteorologica Mondiale è, insieme al Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, la madre dell’IPCC, il Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici, il cui ultimo rapporto scientifico riguarda proprio la gestione dei rischi legati agli eventi climatici estremi e ai disastri. Il cambiamento climatico – in cui le attività umane hanno un ruolo innegabile – influisce su fattori determinanti sulla salute umana, come acqua, aria e cibo, con conseguenze globalmente negative. I picchi di caldo estremo, per esempio, contribuiscono in modo diretto alla morte per problemi cardiovascolari e respiratori di persone anziane. Tali eventi, che normalmente occorrerebbero mediamente una volta nell’arco di un ventennio, potranno invece avvenire ogni 2-5 anni entro la metà del secolo, mentre il numero di anziani nelle città quadruplicherà. Globalmente, il numero di disastri naturali è triplicato dagli anni Sessanta, causando ogni anno 60mila morti, specialmente nei Paesi in via di sviluppo. Secondo le stime dell’OMS, il surriscaldamento globale dagli anni Settanta in poi ha causato oltre 140mila morti l’anno (dati fino al 2004). I suoi costi diretti sulla salute sono valutati tra i 2 e i 4 miliardi di dollari all’anno entro il 2030.
Fonte: http://www.corriere.it/salute/12_ottobre_31/atlante-mondiale-malattie-clima_e49fbf16-233a-11e2-b95f-a326fc4f655c.shtml
martedì 30 ottobre 2012
GRANDI SCOPERTE PER LA SALUTE MESSE A TACERE
Una grande compagnia farmaceutica era quasi riuscita a far passare sotto silenzio una sbalorditiva ricerca su un anti-cancro naturale
Alcuni tipi di cancro (colon, seno, prostata,ecc) sconfitti da una miracolosa pianta dell’ Amazzonia di cui si è scoperto essere 10.000 volte più potente di alcuni farmaci chemioterapici
Da oggi il futuro del trattamento del cancro e le possibilità di sopravvivenza sembrano molto più promettenti che mai. Il merito va ad una pianta che cresce in Amazzonia, nelle foreste pluviali del sud America: la GRAVIOLA (annona muricata). Molto probabilmente fra non molto tempo potremo cambiare opinione sulle possibilità di sconfiggere il cancro. Dagli estratti di questa potente pianta potrà essere possibile:
Sconfiggere il cancro in tutta sicurezza con una terapia completamente naturale che non provoca nausea, perdita di peso e di capelli.
Proteggere il sistema immunitario ed evitare infezioni fatali.
Sentirsi più forti e sani durante tutto il corso del trattamento.
Aumentare la propria energia e migliorare l’aspettativa di vita.
Una grande e conosciuta industria farmaceutica statunitense per più di sette anni ha studiato e testato in laboratorio le proprietà della graviola. Non essendo riuscita a isolare e duplicare in una formula chimica brevettabile i due più potenti componenti della pianta e quindi non potendo trarre grandi profitti dalla vendita di un farmaco, l’azienda ha abbandonato il progetto evitando di rendere pubblico il risultato della ricerca. Siccome per legge non si possono brevettare le sostanze naturali (giustamente, la natura appartiene a tutti, non se ne possono brevettare le meraviglie), uno studio clinico che comporta investimenti per centinaia di migliaia o addirittura milioni di dollari deve avere poi un suo ritorno economico dalla vendita dei prodotti; nessuna casa farmaceutica condurrà mai degli studi su sostanze che poi chiunque potrebbe coltivare o raccogliere per preparare il proprio rimedio personale.
Fortunatamente uno dei ricercatori di quella compagnia, pur condividendone gli obiettivi di profitto, non poteva accettare la decisione di nascondere al mondo questo unico killer del cancro. Fu così che ascoltando la sua coscienza e rischiando la carriera decise di contattare e informare la Raintree Nutrition, una compagnia statunitense che si dedica alla ricerca, al raccolto e alla riforestazione di piante ed erbe nell’Amazzonia. La sua presidente è riuscita a guarire da una rara forma di leucemia proprio grazie alle piante della foresta pluviale.
Durante le sue ricerche la Raintree Nutrution ha scoperto che anche il NATIONAL CANCER INSTITUTE (NCI) nel 1976 aveva già verificato che gli estratti di questa pianta erano in grado di attaccare e distruggere le cellule maligne del cancro. Questo studio era però stato archiviato come un rapporto interno e mai reso pubblico.
Nonostante queste proprietà siano state scoperte già nel 1976, non è mai stato condotto uno studio su esseri umani, quindi nessuna sperimentazione a doppio cieco e altri test per verificare il valore del trattamento tale da essere pubblicato sulle riviste mediche e quindi universalmente accettato come terapia. In ogni caso, la graviola ha dimostrato di poter distruggere le cellule del cancro in altri 20 studi di laboratorio. Il più recente, condotto dalla Catholic University of South Corea agli inizi del 2001, ha rivelato che due composti estratti dai semi della graviola hanno mostrato una “citotossicità selettiva comparabile all’Adramycin” (un farmaco comunemente usato nella chemioterapia) per le cellule del cancro al colon e al seno, lasciando contemporaneamente intatte le cellule sane, al contrario di quello che si verifica con la chemioterapia.
In un altro studio, pubblicato sul Journal of Natural Products, ha dimostrato che la graviola non è solo confrontabile con l’Adriamicina, ma la supera clamorosamente negli studi di laboratorio. Un composto della pianta ha distrutto selettivamente le cellule cancerose del colon con una potenza 10.000 (diecimila!) volte superiore a quella dell’Adriamicina.
Anche i ricercatori della Purdue University hanno riscontrato che gli estratti delle foglie di graviola hanno eliminato le cellule del cancro in almeno sei tipi di tumore e sono state particolarmente efficaci contro le cellule del cancro alla prostata e del pancreas (!). Secondo un altro studio, sempre della Purdue University, estratti di questa pianta hanno isolato e distrutto le cellule del cancro al polmone.
Quindi, le domande più ovvie saranno: perché sono stati condotti solo studi di laboratorio e non sono state diffuse notizie così incoraggianti? Per il motivo già accennato all’inizio: non essendoci la possibilità di profitti derivanti dalla vendita di un brevetto di un medicinale chimico, nessuna compagnia farmaceutica investirà enormi risorse finanziarie per uno studio appropriato. Purtroppo questa è una realtà comune a gran parte delle terapie naturali.
Incoraggiata da questi test di laboratorio, la Rain Tree Nutrition ha condotto ulteriori ricerche, anche con l’aiuto delle tribù dell’Amazzonia, per raccogliere e far riprodurre questa pianta. Oltre ad aver reso disponibile un preparato contenente la sola graviola, questa azienda ha sviluppato un prodotto chiamato N-TENSE che contiene il 50% di graviola ed il restante 50% una miscela di sei erbe con riconosciute proprietà anticancro: Bitter melon (Mormodica charantia), Esphinheira Santa (Maytenus illicifolia), Mullaca (Physalis angulata), Vassourinha (Scoparia dulcis), Mutamba (Guazuma ulmifolia), Cat’s Claw – Unghia di gatto (Uncaria tomentosa).
Purtroppo finora sono stati pochi i medici e pazienti negli USA (pochissimi in Europa) che hanno usato la graviola o il composto messo a punto dalla Rain Tree Nutrition per combattere il cancro. In ogni caso, secondo le testimonianze pervenute alla Rain Tree Nutrition e al distributore italiano, i primi risultati sembrano particolarmente incoraggianti.
Mentre la gran parte delle ricerche sulla graviola sono focalizate sulle sue capacità anticancro, la pianta è usata da secoli dalla medicina popolare del Sud America per trattare un sorprendente numero di disturbi fra i quali:
ansia, ipertensione, influenza, tigna, scorbuto, malaria, eruzioni cutanee, nevralgia, dissenteria, artriti e reumatismi, palpitazioni, nervosismo, insonnia, diarrea, febbre, nausea, foruncoli, dispepsia, spasmi muscolari, ulcera.
Non ci sono dubbi che un ammalato di cancro dovrebbe poter conoscere tutte le opzioni di trattamento disponibili. La graviola potrebbe fornire l’aiuto necessario e forse determinante per sconfiggere la malattia, oltretutto, essendone stata riscontrata l’assoluta assenza di tossicità, senza sopportare i pesanti effetti collaterali provocati dai vari trattamenti farmacologici.
Fonte: http://www.laleva.cc/alimenti/graviola.html
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