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domenica 24 giugno 2012

L'AULIN E' TOSSICO!!



IRLANDA. C’è chi lo usa per un banale mal di testa, chi per alleviare spasmi o infiammazioni. Ancora in pochi sanno che l’analgesico più conosciuto, l’Aulin, è tossico.

A dare l ’allarme, anni addietro, sono stati 16 Paesi europei tra cui Spagna, Finlandia ed Irlanda che lo hanno addirittura ritirato dal commercio. Non sembra, invece, che l’Italia abbia recepito la pericolosità del farmaco che continua a popolare gli scaffali delle nostre farmacie.

Il principio attivo Nimesulide, alla base di numerosi medicinali in commercio, comporterebbe effetti devastanti per il fegato, talvolta anche letali. Il Nimesulid è commercializzato in vari Paesi ed in Italia è la molecola alla base di diversi farmaci: Algimesil, Antalgo, Areuma, Dimesul, Domes, Efridol, Eudolene, Fansulide, Flolid, Isodol, Ledolid, Ledoren, Nerelid, Nide, Nimenol, Nims, Noxalide, Resulin, Solving, Sulidamor, Fansidol, Sulide, Idealid, Delfos, Domes, Noalgos, Algolider, Aulin, Fansidol, Mesulid, Nimesil, Remov, Migraless, Edemax, Mesulid Fast, Nimedex.

«6 TRAPIANTI DI FEGATO POST NIMESULIDE»
I primi a ritirare dal commercio farmaci contenenti il nimesulide sono stati Spagna, Finlandia ed Irlanda allertati dalla sua tossicità epatica, nel 2002. Cinque anni più tardi, il 15 maggio 2007, l’Irlanda si accoda, dopo che sei pazienti in cura con l’Aulin sono stati costretti al trapianto di fegato per grave insufficienza epatica. E’ proprio il documento ufficiale del della Irish Medical Board (il massimo organo di Salute) a fugare ogni dubbio.
In Irlanda il Nimesulide è un anti-infiammatorio autorizzato dal 1995 per il trattamento del dolore acuto, il trattamento sintomatico dell'osteoartrite dolorosa e della dismenorrea primaria. E’ disponibile solo su prescrizione medica. I prodotti contenenti il principio attivo nel Paese erano Aulin, Mesulid 100mg granuli granuli 100mg; Mesulid compresse 100 mg; Mesine compresse 100mg, e Aulin 100 mg compresse.
«Il danno epatico», ha dichiarato l’Irish Medical Board, «è un raro ma grave effetto collaterale del nimesulide. Tuttavia abbiamo ricevuto dati provenienti dall'Unità Nazionale di trapianto di fegato del St Vincent University Hospital, i quali parlano di sei pazienti che hanno richiesto trapianto di fegato dopo il trattamento con il nimesulide. Da quando il prodotto ha fatto ingresso in Irlanda nel 1995, si sono registrati un totale di 53 segnalazioni. Tra queste nove casi di insufficienza epatica, sei dei quali provenivano da l'Unità Nazionale trapianto di fegato e tre casi mortali di insufficienza epatica.

IL CASO ITALIA
Non sembra però che l’allarme abbia in qualche modo preoccupato l’Italia. Il nostro Paese consuma il 60% della produzione mondiale di nimesulide.
Sembra che nel maggio 2008 un’inchiesta guidata dal magistrato torinese Raffaele Guariniello abbia portato allo scoperto un sistema illecito che potrebbe avere arrecato danni alla salute dei cittadini. Un alto funzionario dell’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco) avrebbe intascato mazzette per evitare i controlli sul prodotto.
In manette sarebbero finiti 2 funzionari dell’Aifa, Pasqualino Rossi ed Emanuela Bove.
Nel maggio 2008 la SIF (Società Italiana di Farmacologia) avrebbe riportato che i benefici sono superiori ai rischi legati al principio attivo. «Se essa (nimesulide) resta in commercio oltre che in Italia in ben altri 16 Paesi europei», ha dichiarato, «fra cui Francia, Portogallo, Svizzera, Ungheria, è perché l’Agenzia regolatoria europea ha ritenuto che, nonostante quanto autonomamente stabilito da alcuni Paesi, il suo profilo di beneficio/rischio rimanga ancora favorevole».
Sul sito dell'Agenzia per il farmaco (Aifa) si trovano le note informative relative al 2012 , al 2010 e la nota 66

Fonte: http://www.nocensura.com/2012/06/laulin-e-tossico-e-letale-litalia.html

lunedì 11 giugno 2012

I RISCHI DELLA CANNABIS


Mentre lo scorso aprile la Toscana ha dato il via libera ad una proposta di legge regionale che riguarda l'utilizzo della cannabis a scopo terapeutico, ora dei nuovi studi concorrono ad evidenziare gli effetti negativi che la marijuana avrebbe sul nostro organismo, con particolare riferimento all'apparato respiratorio. La cannabis esporrebbe coloro che ne fanno uso ad unrischio di tumore venti volte maggiore rispetto a chi è solito fumare sigarette.
E' necessario tenere conto di come vi sia una differenza abissale tra l'uso terapeutico della cannabis ed il suo impiego personale come sostanza stupefacente, sebbene venga comunemente considerata tra le droghe leggere. A parere degli esperti non sarebbe possibile porre sullo stesso piano gli effetti della cannabis sull'organismo nella valutazione del suo impiego in quantità strettamente controllate ad uso puramente terapeutico e nel suo impiego, in dosi decisamente superiori, per altri fini.

Studi approfonditi sulla questione sono stati condotti da parte della Fondazione Britannica per la Difesa dei Polmoni. Una delle portavoci della fondazione, la dottoressa Helena Shovelton, ha dichiarato alla stampa come uno spinello possa esporre al rischio di contrarre un tumore per una percentuale venti volte maggiore rispetto a chi sceglie di fumare sigarette a base di tabacco. Ancora a parere della dottoressa, il fumo dello spinello verrebbe aspirato due volte più in profondità, tanto da poter accelerare il processo di formazione di un tumore.
Fumare uno spinello implicherebbe un'inalazione di monossido di carbonio cinque volte superiore a quanto avviene nel caso delle sigarette ed un consumo di catrame quattro volte superiore. La fondazione britannica teme particolarmente il fatto che tali rischi legati alla cannabis siano spesso poco conosciuti o eccessivamente presi alla leggera, soprattutto da parte dei più giovani e da coloro che dichiarano di fare un uso esclusivamente saltuario di spinelli, come nel caso dell'88% degli intervistati nel corso di un sondaggio effettuato appositamente da parte della fondazione.
I danni legati all'uso di marijuana non si limiterebbero soltanto ai polmoni ed all'apparato respiratorio in generale, ma riguarderebbero inoltre il sistema cardiocircolatorio e la psiche. Il sondaggio effettuato su 1000 volontari ha posto in luce come un ragazzo su tre sotto i 24 anni farebbe uso di marijuana prendendone piuttosto sottogamba i rischi. La fondazione si ripropone dunque di dare l'avvio ad una campagna di sensibilizzazione volta a diffondere la conoscenza dei rischi per la salute legati all'impiego della cannabis in modo da contrastare eventuali errori di giudizio causati probabilmente da una lettura superficiale delle notizie relative agli effetti positivi del suo impiego terapeutico.

venerdì 1 giugno 2012

Il decreto "anti-inchino" non basta...


Nave incagliata nell'Isola d'Elba - L'Arcipelago Toscano si trova purtroppo ad avere nuovamente sfiorato una situazione di possibile rischio ambientale. Presso la spiaggia di Sant'Andrea, nel comune di Marciana, situato sull'isola d'Elba, si è infatti incagliata nel corso della notte appena trascorsa un'imbarcazione battente bandiera panamese. Evidentemente la%20%20%20">vicenda della Costa Concordia ed il provvedimento "anti-inchino" non sono risultati sufficienti a scoraggiare le navi ad avvicinarsi eccessivamente alle coste delle isole toscane.
L'imbarcazione in questione avrebbe inaspettatamente intrapreso una rotta che l'avrebbe portata ad avvicinarsi all'isola fino a scontrarsi con gli scogli circostanti ad essa. Essa aveva come meta l'Algeria, in direzione della quale era partita da Marina di Carrara. La nave, un mercantile che si trovava impegnato nel trasporto di metalli, si sarebbe incagliata intorno alle 5.30 del mattino sulla costa delle "Cote Piane", una scogliera balneare situata a poche decine di metri dal porticciolo e dalla spiaggia di Sant'Andrea, che rappresenta una delle località turistiche più famose dell'Elba.
Da Livorno e da Piombino sarebbero stati inviati dei rimorchiatori e dei mezzi antinquinamento. La nave avrebbe riportato dei danni e sarebbe in condizioni di potenziale pericolo a causa di una falla causata da uno squarcio di 4 metri provocato dallo scontro con gli scogli. La capitaneria di porto di Livorno avrebbe inoltre inviato un elicottero al fine di effettuare le necessarie operazioni di ricognizione per verificare le effettive condizioni in cui la nave si trova.
Secondo quanto trasmesso da parte di Legambiente tramite un comunicato stampa ufficiale, al momento non vi sarebbero segnalazioni riguardanti eventuali sversamenti di sostanze inquinanti in corso. Il disincaglio della nave dovrebbe essere svolto al più presto. Gli operatori della Protezione Civile sono già attivi a terra per fornire ogni aiuto necessario.
"L'area dove è avvenuto l'incidente – ha dichiarato Umberto Mazzantini di Legambiente Arcipelago Toscano - fa parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano ed è di fronte alla Formiche della Zanca, una secca affiorante meta di turismo subacqueo e anch'essa compresa nel Parco Nazionale. Il tutto all'interno del santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos e in un'area dove sono spesso avvistate balenottere molto vicino alla costa. E' evidente che in questo caso la legge "anti-inchini", che prevede la navigazione a 2 miglia dalle aree protette, non ha funzionato".
Sebastiano Venneri, Responsabile Mare di Legambiente, ha tenuto a precisare come il nuovo incidente debba essere preso in seria considerazione nella prospettiva di velocizzare la pratica per la realizzazione del VTS, il controllo a distanza del traffico marittimo nell'area interessata dalla presenza del Santuario dei Cetacei. E'infatti evidente come il nuovo regolamento non basti a scoraggiare le navi dall'avvicinarsi alle coste delle isole dell'arcipelago toscano, un'area particolarmente sensibile e che necessita di essere tutelata a causa dell'intenso traffico navaleda cui si trova interessata, che andrebbe dunque controllato con mezzi e strumenti all'avanguardia al fine di evitare spiacevoli incidenti e situazioni di rischio per l'ambiente marino.
E’ inoltre intervenuto il WWF al fine di ricordare come sia stato nuovamente volato un vero e proprio divieto di navigazione per la tutela dei parchi marini. Il WWF tiene a precisare come il mare non sia “Res nullius”, una terra di nessuno priva di regole e a cui accedere senza porre il necessario riguardo. L’associazione ricorda come precise norme in merito siano presenti in Italia e come esse dovrebbero essere applicate con maggior rigore, anche attraverso un rafforzamento delle attività di controllo da parte delle capitanerie di porto. A proposito dell’odierno incidente WWF tiene a dichiarare che:
“Non solo nel caso dell’incagliamento della nave mercantile all’Elba è stato violato il divieto di navigazione a due miglia dai perimetri esterni dei parchi, stabilito con il decreto ministeriale del 2 marzo di quest’anno, ma si continua a non prendere in considerazione le particolari esigenze di tutela del Santuario internazionale dei cetacei. Un’area che il nostro Paese, con Decreto del Presidente della Repubblica del 17 dicembre 2011, vuole racchiudere in una Zona di protezione ecologica del Mediterraneo Nord Occidentale, del Mar Ligure e del Mar Tirreno. ben oltre il limite esterno del mare territoriale italiano, in acque internazionali”.
Marta Albè



giovedì 31 maggio 2012


Giovedì 31 Maggio 2012 - 08:58
di Claudio Fabretti



ROMA - Ancora 38 scosse nella notte dell'Emilia colpita dal terremoto con un picco dimagnitudo 3.6: sono state 38 le scosse di terremoto registrate durante la notte.
Le più forti sono state la scossa delle ore 6.21 di magnitudo 3.6 con epicentro vicino a Finale Emilia (Modena), la scossa delle ore 6.02 di magnitudo 2.9 nel modenese, la scossa delle ore 4.16 di magnitudo 2.7 nel mantovano CON ipocentro a 10 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni mantovani di Borgofranco, Magnacavallo, Ostiglia, Pieve di Coriano, Poggio Rusco, Quingentole, Revere, San Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Serravalle, Sustinente e Villa Poma, di quello veronese di Gazzo e di quello rodigino di Melara; poi la scossa delle ore 00.21, di magnitudo 2.6 con epicentro vicino alle località di Finale Emilia, San Felice sul Panaro e Camposanto.




IL CARO BENZINA. Sarà un nuovo rincaro della benzina a finanziare gli aiuti alle popolazioni terremotate. Due centesimi di aumento delle accise sui carburanti (benzina e gasolio) serviranno allo Stato per far fronte all’emergenza sisma in Emilia Romagna. La misura, scattata già da ieri, resterà in vigore fino al 31 dicembre di quest’anno. L’altro contributo arriverà dai tagli della spending review, con i ministeri chiamati a individuare delle risorse al loro interno
I circa 500 milioni di euro che l’Erario stima di incassare dal rialzo della tassazione saranno destinati a coprire tutte le misure prese per soccorrere tempestivamente le popolazioni colpite dal sisma. Per queste ultime, sono in arrivo anche agevolazioni fiscali: un decreto ministeriale, infatti, rinvia a settembre i versamenti fiscali (Irpef, Ires, Iva, Irap, addizionali Irpef regionali e comunali e Imu), mentre un decreto legge proroga al 31 dicembre il pagamento delle rate dei mutui e sospende gli adempimenti processuali e i termini per i versamenti tributari e previdenziali. Previsti, inoltre, contributi a fondo perduto per la ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto.
L’uso delle risorse della spending review rischia però di costringere il governo a mettere mano ancora all’Iva, con un nuovo rialzo. «Credo si debba evitare l’aumento dell’Iva, però vedremo», si è limitato a dire il presidente del Consiglio, Mario Monti, che deve già fronteggiare le proteste per l’aumento dell'accisa. Molto critici i sindacati, i gestori e le associazioni dei consumatori, secondo i quali il rialzo (il sesto nel giro di un anno e mezzo) rischia di abbattersi come un nuovo fardello sulle famiglie italiane. Così il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha chiesto all’Unione Petrolifera di valutare l'opportunità di ridurre il prezzo industriale dei carburanti per contribuire a farsi carico dell'aumento dell’imposta.
Intanto Confindustria già fa il conto delle ripercussioni economiche del sisma «Sicuramente ci sarà un minimo di impatto sul Pil - ha detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi - Nella zona dove è localizzato l'epicentro si produce circa l’1% del Pil del nostro Paese. Ci sarà un fermo delle attività produttive di alcuni mesi. Credo che indicare tre-quattro mesi non sia lontano dalla realtà».




I NOMI DELLE VITTIME. Questi i nomi delle vittime identificate, dei luoghi e delle aziende della Bassa Modenese coinvolte nel sisma del 29 maggio. Mirandola: Azienda Bbg, Enea Grilli, Eddy Borghi, Vincenzo Iacono. Ditta Aries: Mauro Mantovani. Nel crollo della propria abitazione è morto Zhou Hong Li. San Felice sul Panaro: Azienda Meta, Gianni Bignardi, Kumar Pawan, Mohamad Azaarg. Cavezzo: Iva Contini e Daniela Salvioli nel crollo di un capannone, Enzo Borghi nel crollo della propria abitazione. Medolla: Azienda Haemotronic,Paolo Siclari, Biagio Santucci. Rovereto: Parrocchia di Novi, don Ivan Martini. Concordia:Sergio Cobellini morto per il crollo di un palazzo.


LE 4 VITTIME DELLA HEAMOTRONIC È stato estratto nel tardo pomeriggio alla Haemotronic di Medolla il corpo di Matteo Serra, 37 anni, tra le quattro persone decedute ieri nel crollo del capannone. Le altre tre vittime sono Paolo Siclari, 39 anni, Giordano Visconti, di cui non è stata precisata ancora l'età, e Biagio Santucci, 25 anni. I loro corpi sono già stati recuperati. Le persone che hanno perso la vita a causa del sisma sono ora ufficialmente diciassette. All'Ospedale di Baggiovara di Modena rimangono ricoverati in Rianimazione, oltre alla donna estratta viva dalle macerie ieri a Cavezzo, un operaio di 44 anni rimasto gravemente ferito in un capannone e una donna di Cavezzo travolta da macerie nel crollo di un'abitazione.


Fonte: http://www.leggo.it/news/cronaca/terremoto_stanotte_29_scosse_17_le_vittime_aumenta_la_benzina_foto_video/notizie/181706.shtml


mercoledì 30 maggio 2012

PARATA DEL 2 GIUGNO


«La parata militare del 2 giugno, quest'anno, non si svolgerà. Lo ha comunicato il ministro della difesa Arnaldo Forlani, con una nota ufficiale. La decisione è stata presa a seguito della grave sciagura del Friuli e per far sì che i militari e i mezzi di stanza al nord siano utilizzati per aiutare i terremotati anziché per sfilare a via dei Fori imperiali».
È il maggio del 1976, la nota dell'epoca rimbalza sul web in queste drammatiche ore del dopo terremoto in Emilia Romagna. Il pensiero corre alla memoria di quel catastrofico sisma in Friuli: all'epoca il democristiano Forlani decise di evitare la parata ai Fori Imperiali per la Festa della Repubblica Italiana il 2 giugno. Oggi dal mondo della politica e da quello del web era arrivata la stessa richiesta. Ma i tempi sono più stretti (è il 29 maggio) molte spese per la celebrazione militare, a detta di fonti governative, erano già state fatte e quindi non il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deciso di non annullare la celebrazione ma di dedicarla alle vittime del sisma. Il 4 giugno, due giorni dopo la festa, ci sarà una giornata di lutto nazionale.


continua su: http://www.fanpage.it/anno-1976-dopo-sisma-in-friuli-annullata-la-parata-del-2-giugno-oggi-invece-no/#ixzz1wIn8nVOv 
http://www.fanpage.it

venerdì 4 maggio 2012

IL GRANDE TORINO

Sono passati 63 anni.
Molti di noi non erano nemmeno nati, eppure tutti ricordano di aver sentito parlare con dolore di questo tragico incidente aereo che ha cancellato un'intera squadra di calcio italiana, IL GRANDE TORINO.
Il cui ricordo è rimasto in tutti coloro che hanno avuto la possibilità di visitare la Basilica di Superga, vedendo la grande lapide ospitata sulla parete della recinzione.
Quella squadra che aveva saputo far sognare, che era stata capace di vincere 5 scudetti di seguito negli anni dal 1942 al 1949.
Quel tragico 4 maggio 1949, il giorno in cui 31 persone a bordo di un aeroplano si schiantarono proprio sulla Basilica di Superga a Torino.
La squadra tornava da un'amichevole, giocata a Lisbona contro il Benfica.
Ogni sera guardando verso la collina torinese, si può vedere il segnale luminoso rosso che serve a segnalare agli aerei lo spazio d'ingombro della Basilica.
Si ma quella sera in mezzo alla nebbia quel segnale non c'era.
Non c'era perchè è stato messo solo dopo che la più grande squadra italiana di tutti i tempi ha perso la vita su quella collina.
Quella sera verso le 17 la nebbia era così fitta e la pioggia così battente da non permettere ai piloti di vedere oltre 30 metri, distanza alla quale oramai era impossibile evitare un impatto del genere.
Nessuno dei presenti a bordo ha avuto scampo.
31 persone, tra giocatori, piloti e personale dello staff tecnico.
Gli unici sopravvissuti sono stati coloro che non erano stati scelti per partecipare a quella partita, gli infortunati e qualcuno che aveva preferito partecipare ad una cresima.
Si può parlare soltanto di tragico destino.
Questo tragico incidente aereo resterà per sempre negli annali della storia torinese, nella storia d'Italia.
Ogni anno i grandi tifosi, molti del Torino, molti di altre squadre di calcio nazionale, partecipano come oggi alla commemorazione dei nostri più grandi giocatori.
Mai più squadra fu tanto grande.
Non ci resta che alzare gli occhi verso la collina, la sera quando è limpido.
Guardare quel segnale rosso.
Pensare a chi non c'è più.
Pensare che forse non è solo un segnale, che forse è un modo per non dimenticare.

martedì 1 maggio 2012

LA DONNA SCORPIONE

QUAL E' IL TUO SEGNO?: LA DONNA SCORPIONE: Ecco un’altra prima donna dello Zodiaco. Narcisista, orgogliosa, melodrammatica in ogni sua manifestazione, esprime in ogni situazione di v...

AMANITA 1 - CANCRO 0


Se ti stai chiedendo cosa sia l'Amanita Falloide, sappi che è un fungo che potresti trovare facilmente in un bosco e che molti cercatori di funghi spesso scambiano per un fungo commestibile. Questo fungo ha provocato moltissimi morti, ragione per cui ogni animale farebbe bene a tenersi alla larga. Tuttavia l'amanita ha anche il potere di bloccare le cellule tumorali e di far regredire il cancro.
   
Ma nei casi di morte che questo fungo ha provocato ci chiediamo: "la natura cosa ha creato a fare queste specie?". Ed ecco che a dare una risposta a queste domande arriva la scienza. L'amantinia, il potentissimo veleno contenuto in questo fungo, è in grado di offrire una speranza a chi è colpito da un altro potenziale agente mortale: il cancro.




A dirlo sono i ricercatori tedeschi del Centro tedesco di Ricerca sul Cancro ( Deutsches Krebsforschungszentrum, DKFZ), il Centro Nazionale per le Malattie Tumorali Heidelberg e del Max Planck Institute for Medical Research che hanno scoperto che il veleno contenuto nell’amanita falloide è in grado di annientare e arrestare la crescita delle cellule tumorali di diversi tipi di cancro come quello della prostata, del seno, dei condotti biliari e del colon.

Il dottor Gerhard Moldenhauer è l’immunologo che ha condotto lo studio insieme al professor Heinz Faulstich testando l’effetto del veleno su un linea di cellule tumorali dei diversi tipi, ha così osservanti come la tossina fosse in grado di uccidere le cellule cancerogene senza provocare danni all’organismo.

Ma come fare per uccidere le cellule cancerogene senza provocare danni all'organismo? Il segreto ovviamente sta nell'iniezione in loco, cioè nel recapitare direttamente a domicilio il prezioso veleno che in questo caso diventa un antidoto. La scoperta più sensazionale per i ricercatori è stata quella che ha visto un legame chimico stabile tra il veleno e le cellule cancerose. In questo modo l'efficacia di questa sostanza diventa sicura al 100%. L'anticorpo specifico usato dai ricercatori attacca una proteina che si trova sulla superficie delle cellule tumorali chiamata EpCAM.

Sia nel test in vitro, sia sulla sperimentazione animale si è scoperto che la sostanza è efficacissima nell'annientare le cellule tumorali. La sperimentazione animale si è avvalsa di alcuni topi malati di cancro al pancreas uguale a quello umano: in questo caso si è visto che bastava una solainiziezione della sostanza per fermarlo. Ulteriori due iniezioni con dosi più alte della tossina hanno infine provocato la completa regressione del tumore nel 90 percento dei topi malati.

La notizia forse più entusiasmante è che la tossina non ha provocato alcun effetto collaterale e non ha lasciato alcun residuo sul fegato degli animali. Dunque le tossine presenti in natura hanno una loro funzione: si tratta soltanto di scoprirla. Dire che questa sostanza blocca il tumore è ben lungi dal dire che è stata trovata la cura contro il cancro. Purtroppo prima di poter dare una notizia così certa bisogna fare ulteriori sperimentazioni e valutare anche gli effetti a lungo termine.
Maria Melania Barone (Pubblicato su Benesserevillage.it)

domenica 22 aprile 2012

Recuperare la reale identità

AutoCompiacimento: Recuperare la reale identità: Ogni problema fisico, dalle tensioni nella zona cervicale all'acne, e ogni malattia, dall'infarto al cancro fino alle malattie mentali, pu...